L'Inter torna in campo dopo la sosta e affronta il Parma nel match valido per la 6ª giornata di Serie A 2026/27. I nerazzurri inseguono la quinta vittoria in campionato contro un Parma reduce dal successo col Genoa.

Di seguito le parole di Cristina Chivu in conferenza alla vigilia del match.

Le parole di Chivu

Sulla sosta:
"Non è cambiato molto per come la vedo io di solito. Ci siamo allenati in pochi, i giocatori convocati dalle nazionali sono stati chiusi in ritiro per una settimana in più oltre alle 4 partite disputate. Soltanto oggi ci siamo allenati tutti insieme per la prima volta"

Se è arrivato il momento di Provedel:
"Non lo so, lo vedremo domani alle 19"

Su Spence:
"Da una settimana si allena con noi, non possiamo dimenticare il periodo di riabilitazione più la lunga vacanza post Mondiale. Significa che è assente dai campi da molto, sarà convocato. Ci fa piacere che sia tornato e poter vedere il suo sorriso e le sue qualità"

Se l'Inter può giocare a 4 dietro col tridente:
"Le cose più importanti sono i principi di gioco, non il modulo. Questa squadra è costruita in una determinata maniera, siamo una squadra molto flessibile e mobile a seconda se abbiamo la palla o meno, non siamo una squadra da calciobalilla o subbuteo. Se in futuro avessimo bisogno di una linea a 4 credo che la squadra la possa fare, non so se per tutta la stagione. Non abbiamo la certezza di vincere di più a seconda se giochiamo a 4 o a 3. Affrontiamo ogni partita a seconda di come stiamo e dell'avversario"

Se la paura ha fatto bene a Calhanoglu:
"Sì, anche lui da una settimana si allena con noi. Voglio specificare una cosa, visto che dalla Turchia sono arrivate molte voci riguardo al fatto che lui non abbia visto la partita dei compagni contro l'Italia dal vivo. Mi sono preso io la responsabilità di non mandarlo a Bologna, lunedì ci siamo allenati tardi di pomeriggio, era l'allenamento del suo ritorno in gruppo e io lo volevo a disposizione perché è troppo importante per noi"

Se c'è il rischio di sottovalutare il Parma:
"Credo che abbiamo imparato nel tempo a non sottovalutare nessuno. Sappiamo che in ogni partita dobbiamo essere la versione migliore di noi stessi e sapere che dobbiamo guadagnare tutto sul campo"

Sulla difesa:
"La squadra al completo ha fatto un solo allenamento, ma con tanti giocatori abbiamo analizzato gli errori passati al telefono. Sappiamo quello che dobbiamo fare in determinati frangenti, noi possiamo migliorare molto sia con la palla che in difesa nelle varie situazioni, dal blocco basso alle fasi con la linea più alta. L'importante è non perdere la nostra integrità. Ci sono delle sfumature che possiamo migliorare per avere più equilibrio difensivo e non essere costretti sempre a rincorrere. Non posso però sottovalutare la capacità di reazione della squadra, la sua forza. Dobbiamo aggiungere un po' di maturità nel capire i momenti"

Sull'importanza di Calhanoglu:
"Tutti sappiamo quanto sia importante, parlando individualmente di un giocatore però non voglio intoccare la fiducia e la consapevolezza di altri giocatori. Siamo tutti importanti dal mio punto di vista, senza palla saper mantenere le distanze, saper andare a duello e pressare in avanti sono tutte cose che dobbiamo saper fare"

Sull'anti-Inter:
"Parliamo anche di anti-Roma, di anti-Como, di anti-Juve, non sempre e solo di anti-Juve. Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricorda che abbiamo il diritto di vincere, sappiamo solo di dover lottare. Parlare dopo 5 giornate di campionato è prematuro, è presto dire chi sarà l'anti di chi"

Se sta cambiando il gioco:
"Non credo che in appena due mesi si possa dire che i problemi di un sistema siano stati risolti. Di sicuro c'è più dinamicità, le nuove regole stanno aiutando molto e scoraggiano chi vuole perdere tempo. 5 minuti in più di tempo effettivo sono tanta roba, chiaramente questo comporta un maggiore consumo di energie. Le riprese sono veloci dopo i falli e le rimesse. Bisogna ancora calarsi meglio in questa nuova realtà"

Su Stankovic:
"Lui finora avrebbe potuto giocare di più, probabilmente è stata anche colpa mia perché lo conosco da quando è piccolo, lo tenevo in braccio. Lui è consapevole di essere in una squadra molto ambiziosa, mi fa piacere che lui lavora seriamente per far vedere che a questo livello ci sa stare, il livello che sta tenendo in allenamento lo porterà a farsi vedere. Siamo contenti che lui sia qua e al più presto farà vedere le sue qualità e i suoi errori"

Se Sucic merita un minutaggio superiore:
"Sono opinioni, Boban è un grande e conosco il contesto in cui ha detto determinate cose, dopo la brutta sconfitta con l'Inghilterra. Petar è stato uno dei tre centrocampisti più impegnati lo scorso anno, non bisogna ridurre tutto alla titolarità. Mi piace che un giocatore capisca l'importanza del subentrare e di cosa può dare. Era un po' indietro di condizione fino alla sosta, ha perso qualche settimana di preparazione per il Mondiale e la nascita della figlia, ma non creiamo polemiche che non hanno ragione di esistere. Siamo contenti della sua umiltà e di come mette a disposizione del gruppo le sue qualità"