Intervenuto ai microfoni della Uefa alla vigilia della sfida tra Aston Villa e Bologna, l'esterno dei felsinei Jonathan Rowe ha parlato dell'imminente gara di Europa League e in generale della sua esperienza in rossoblu.
Bologna, le parole di Rowe
"Quando perdi delle partite 1-0 o 2-0 devi imparare e trarre insegnamenti dagli errori. Ora abbiamo la fortuna di avere un’altra occasione per provare a correggerli e ottenere un diverso esito finale. Non vedo l’ora di giocare, e lo stesso vale per tutta la squadra. Speriamo di poter regalare ai tifosi un risultato diverso.
L'Aston Villa è una squadra forte, con tanti giocatori di qualità. Ma lo siamo anche noi. Io ho fiducia in me stesso e nella squadra e sono sicuro che abbiamo le carte in regola per ottenere un risultato positivo nell’arco delle due partite. Conosco bene alcuni dei giocatori che affronteremo, avendoli avuti come compagni anche in nazionale, quindi cercherò di trasmettere quante più informazioni possibili ai miei compagni. Ma sono sicuro che anche loro li studieranno a fondo. Se ognuno farà la sua parte, potremo vivere due grandi serate".
Il momento di forma
"A dire il vero è stato semplicemente il risultato di un processo. Mi sono trovato in una situazione in cui dovevo adattarmi a un calcio diverso. Ho analizzato le mie statistiche e, insieme al mio staff, le ho comparate a ciò che facevo prima e quello che fanno i migliori giocatori nel mio ruolo. Ho preso queste informazioni e le ho applicate al mio modo di giocare. Credo che anche una maggiore consapevolezza delle mia posizione in campo mi abbia permesso di raggiungere questo livello di rendimento. Penso che i tifosi rossoblù stiano iniziando a vedere davvero di cosa sono capace.
Credo sia stata soprattutto una questione di intesa con i compagni e di tattica. È tutto diverso. Probabilmente, all'inizio ho un po' sottovalutato il cambiamento di stile di gioco rispetto ad altri campionati. Ma la cosa più importante è che ora ho capito e sto migliorando ogni giorno, lavorando su me stesso per diventare ancora più forte".
Il rapporto con Italiano
"All’inizio la barriera linguistica ha complicato un po' le cose, ma gradualmente ho iniziato a capire meglio che cosa vuole da noi. La cosa più importante è che con lui, noi attaccanti ci sentiamo liberi negli ultimi metri: dobbiamo mantenere alta la qualità, creare gol, assist e occasioni, ed essere una minaccia costante.
Credo che di me, l'allenatore apprezzi soprattutto la fame, sia in fase offensiva che difensiva, la mia voglia di dare sempre tutto in campo. Sono caratteristiche che fanno parte del mio gioco da sempre, quindi per me è più facile lavorarci sopra".