Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore bianconero dopo la vittoria interna contro il Pisa riportate da TMW:
Juventus: le parole di Spalletti
"Non si deve parlare di futuro, perché si crea domattina col lavoro forte di quelli che non hanno giocato e devono rimettersi in pari. Il futuro si fa se siamo disciplinati nel mettere a fuoco, al di là del minutaggio e degli errori. Non conta tanto il contratto".
YILDIZ - "Quando tolgo un attaccante o alzo Yildiz arrivano i gol? Delle prove le abbiamo fatte, ma la prima punta deve avere anche un impatto fisico, o portare qualità sulla trequarti che ti crea superiorità. Poi se ti vengono a bacchettare, si crea lo spazio per gli inserimenti. Lì ce ne sono pochi di spazi, bisogna saper dosare il passaggio, ritagliarsi lo spiraglio. Questa sera non ce l'avevamo questo. Yildiz probabilmente è abile nello stretto, anche se il suo gol è arrivato quando non era più così stretto, visto che eravamo già in vantaggio. Spalle alla porta anche per lui è più difficile, non è la sua vera caratteristica, poi un po' di impatto fisico ci vuole, i centrali ormai sono tutti grossi. A lui serve un po' di spazio, se lo va a cercare un po' a sinistra, un po' in basso, in quella posizione centrale non è a suo agio. Kenan, se parte dall'esterno, ha più facilità, a lui piace perché ha più possibilità di vedere l'avversario, quanto spazio c'è dietro. Da dentro il campo si percepisce meno. Con una punta quel lavoro Yildiz lo farebbe ancora meglio".
BOGA - "Boga a volte è un pochino molle. Le qualità le ha e sono quelle che diciamo tutti, quelle dell'attaccante vero. La panchina non è una sala d'attesa, è un pezzo di campo in più. Entra quello che fa male nel momento clou della partita. È lì che crea il pericolo. Dalla panchina vedono gli errori, sentono quello che devono fare e quindi quando entrano lo sanno già".
DAVID - "Se io David l’avessi fatto giocare nel secondo tempo con quell’impostazione tattica l’avrei messo più nelle condizioni di fare meglio. Perché gli si era creato un po’ più di spazio in quel momento lì. Si è riusciti a stare più incastrati nella tattica degli avversari e non hanno avuto tante possibilità di costringerci di questi sciagattoni sotto palla. Si è cominciato a fare una partita diversa e avrebbe fatto meglio anche lui. David ha quelle caratteristiche lì, è un calciatore da non contatto. Quando gli butti palla addosso diventa una prigione per lui, se gliela dai cattiva diventa più difficile perché non è questo. Lui è più da gioco pulito, da palla sistemata e pensata".
GATTI - "Le difficoltà nel primo tempo e il cambio di Gatti? Non riuscivamo a trovare spazio. Permettevamo sempre al Pisa di restare con tre centrocampisti a coprire in area. Se fanno questo, allora devi cercare di fare qualche giocata dentro in area. Nel secondo tempo è migliorato tutto, velocità compresa. Io tolgo Gatti non per demerito, ma perché si doveva costruire con un destro e quindi serviva qualcuno che avesse quel piede lì. Tra lui e Bremer ho scelto lui questa volta. Faccio questa sostituzione non perché Gatti ha fatto qualcosa di non buono, anzi. Per giocare a tre mi ci voleva per forza un braccetto mancino per iniziare l’azione e poi sugli esterni ci voleva mettere a posto qualcosa se no ci scavavano. Così si è potuto giocare con le nostre qualità, nello stretto e nell’uno contro uno, ed è venuta fuori la nostra partita".