E' diventato un caso, quello di Adem Ljajic. Arrivato l'ultimo giorno di mercato, e voluto fortemente da Mancini per far sì che un modulo con due giocatori offensivi larghi divenisse realtà e non solo utopia, sino a questo momento, il serbo, ha trovato pochissimo spazio. Una sola apparizione da titolare, contro il Verona, in una partita sì vinta dall'Inter ma che sul piano della prestazione individuale ha lasciato molto a desiderare. Ieri, con ancora Jovetic assente, l'ennesima bocciatura. Stavolta doppia: prima escluso dall'unidici titolare, dove il Mancio ha preferito Palacio, poi surclassato nelle gerarchie persino dal giovane Manaj, entrato prima e che ha relegato Ljajic ai pochi minuti finali di una sfida già decisa.
Una bocciatura, senza usare mezzi termini, che a questo punto non può più essere nascosta. Difficile stabilire se il problema sia di natura fisica o tattica, anche se immaginarsi un Ljajic seconda punta o al limite trequartista con possibilità di allargarsi, non sembra di certo una idiozia tattica, o comunque non più di quanto potrebbe esserla Perisic in una stessa posizione di campo. Fatto sta che Ljajic ancora non convince, e con il rientro di Jovetic e l'assenza di coppe, la situazione, ad oggi, non può che peggiorare.