Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del ministro Speranza per il Coronavirus e consulente Coni, sulle frequenze di 'Radio Punto Nuovo' ha parlato della possibilità della riapertura degli stadi e dell'app immuni: “Non è uno solo l'elemento che può portarci alla normalità. Dobbiamo adottare ancora una serie combinata di misure: igiene personale e degli ambienti, mascherine, distanziamento. Quando la circolazione del virus è ridotta, si può pensare ad una riapertura, anche alle manifestazioni sportive. Il problema del calcio è che gli spettatori sono tanti, bisogna essere in grado di garantire tutte le misure".

Alternativa ai 14 giorni del protocollo 

"L'accorciamento non è possibile. Il periodo di allontanamento non può essere inferiore, ma una strada alternativa si può trovare, ci stiamo lavorando. Ci sono casi in cui l'incubazione dura anche oltre i 14 giorni. Gli inglesi hanno sbagliato tutto in questa pandemia, la Germania invece non ha raggiunto i nostri picchi. Noi stiamo viaggiando nel mezzo, con riaperture graduali e non avventate. La ripartenza porterà qualche rischio, nonostante ci siano le porte chiuse. Man mano che le cose andranno meglio, si può ricominciare a pensare di allentare la guardia per il pubblico. Quindi credo possibile ad un numero ridotto di spettatori possano partecipare allo spettacolo. Non saprei le tempistiche, ma credo che in quasi tutta Italia si possano cominciare a fare questi discorsi".

Il vaccino 

"Ci sono vari gruppi di lavoro, uno o due decisamente più avanti. Se va tutto bene, a fine anno potremmo avere le prime dosi di un vaccino, sarebbe una cosa eccezionale, un record. Linee-guida da rispettare? Distanza di sicurezza di 2 metri, pian piano che il virus smette di circolare, potrebbe non servire più la mascherina all'aperto. Al chiuso, nei treni, nei supermercati, può essere ancora utile. Importante è l'igiene personale, acqua e sapone o gel disinfettanti".