Ospite di "Rete 4", il leader della Lega Matteo Salvini ha espresso il proprio parere sulla ripresa del calcio in Italia, palesando una posizione totalmente opposta a quella manifestata appena un mese fa.

Salvini: "Calcio sì e scuola no è follia"

"I numeri dicono che la situazione Covid è sotto controllo, bisogna continuare ad usare la testa ma prima si permette di andare a lavorare e a scuola meglio è. Perché, diciamolo, non è stata scuola in questi 4 mesi, la didattica a distanza non è il futuro dei nostri figli. Questa è una cosa che contesto, io avrei fatto come la vicina Francia, dove già dal mese di maggio le scuole si son riaperte. Non c'è futuro se non si investe in questo. La ministra dice che prima di settembre non se ne parla, l'università è completamente scomparsa. Secondo me, questa è follia. Un paese che si preoccupa del campionato di calcio e non dei bimbi e degli studenti ha qualcosa che non va”.

Queste le parole di Salvini a inizio maggio: "Se muore il calcio, di rimando si fermano tutti gli altri sport. Chi è al governo sappia che in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro: mi auguro ci sia la riapertura entro giugno, altrimenti ci sarebbe un disastro. Qualcuno ha sottovalutato il problema, persino demonizzato il mondo del calcio, forse per scarsa conoscenza della materia, non sapendo che ci sono a rischio 300.000 posti di lavoro, tutto l’indotto del sistema calcio. Invece spara sui ricconi del pallone per non parlare dei problemi degli altri".

Matteo Salvini
(Getty)