Zinedine Zidane ritrova l’Italia nel giorno del suo debutto da commissario tecnico della Francia in casa. Una sfida che per l’ex fuoriclasse della Juventus ha inevitabilmente un significato particolare: vent’anni fa, proprio contro gli Azzurri, si chiuse nel modo più amaro la sua carriera da calciatore, con l’espulsione nella finale del Mondiale 2006 per la testata a Marco Materazzi. Adesso, invece, Zidane torna ad affrontare l’Italia da allenatore, nello Stade de France dove nel 1998 era diventato un simbolo del calcio francese con la doppietta al Brasile nella finale mondiale.

Francia: le parole di Zidane sulla finale Mondiale 2006

«L’espulsione del 2006, che chiudeva la mia carriera anche con la nazionale, mi ha dato una motivazione in più per tornare da c.t. È un sogno che si realizza. Ho sempre creduto in me e nelle cose positive, mi sono preparato e adesso sono pronto per allenare e dare tutto per questa squadra. Sono immagini impossibili da dimenticare, visto che le fanno vedere continuamente, ma la mia carriera non si limita solo a quell’episodio. Non sono fiero di quello che ho fatto, ma non ho rimorsi. Fa parte del mio percorso e nella vita non si fanno sempre solo cose belle».

SULL'ITALIA - «È una grande nazione del calcio. Fa strano non vederla ai Mondiali per tre volte consecutive, ma non conosco bene la situazione. In una partita può succedere di tutto. È una squadra difficile da affrontare e per questo dobbiamo essere pronti e al meglio per vincere. Ho avuto molti allenatori forti e Lippi lo era in particolare per la tattica. Gli italiani hanno una cultura tattica importante, nulla da imparare dagli altri. E un po' di quella cultura ce l'ho anche io».