Tre mesi di stop, breve finestra di allenamenti, ritorno in campo e partite ogni tre-quattro giorni: scenario frenetico che può portare parecchi grattacapi e sovraffollamento nelle infermerie delle squadre di calcio. E' l'allarme lanciato da uno studio del dottor Joel Mason, ricercatore australiano dell’Istituto di Scienze dello Sport dell’Università di Jena e che analizza soprattutto la Bundesliga, primo campionato ripreso dopo il lockdown per l'emergenza Coronavirus.

Allarme infortuni, lo studio

Dopo la seconda giornata del torneo tedesco, tra vecchi e nuovi infortuni ci sono 65 giocatori fermi ai box, in media più di tre a squadra. In Bundesliga il tasso di problemi fisici è aumentato del 266% tra fasi di campionato pre-Coronavirus e post (dallo 0,27 allo 0,88 a partita). E di certo le elevate temperature tra giugno e luglio non aiuteranno in tal senso.

Una problematica sollevata anche in Premier League dopo che la piattaforma "Zone7", specializzata proprio nella previsione del rischio di infortuni e che collabora con 35 squadre di calcio professionistiche in tutto il mondo, ha reso noti i risultati di una sua ricerca. Con otto partite in 30 giorni aumenta l'incidenza di infortuni del 25% rispetto a giocarne 4-5 nello stesso lasso di tempo.