C’è il mercato di tipo A, quello di Dzeko, Pedro e Smalling. E poi c’è il mercato di tipo B, quello degli esuberi, che sta pesando - e non poco - sul bilancio della Roma. Economico e tecnico. Ieri Fonseca, dopo il pareggio di Cagliari, è stato chiaro: “Stiamo lavorando, alcuni giocatori entreranno, altri usciranno”. La sensazione, però, è che le uscite non siano così semplici. E quando ci sono non sempre portano a qualcosa. Florenzi ne è l’esempio: è andato a Parigi, accolto con tutti gli onori, ma a Trigoria hanno recuperato solo lo stipendio di questi mesi, niente di più. L’unico che ha portato soldi nelle casse è Schick, 24 anni e un talento da vendere, a Roma mai mostrato del tutto. Per il resto, quelli che erano nella lista dei partenti da inizio estate, sono ancora fissi a Trigoria.

Roma, gli esuberi ti costano 40 milioni

La Roma ha a bilancio Juan Jesus, Fazio, Perotti, Pastore, Karsdorp e Santon, tutti fuori dal progetto tecnico: 40 milioni lordi di stipendi che il club paga a giocatori che non giocano mai o che sono spesso infortunati. Perotti è l’ultimo caso: lesione prima della ripresa del campionato a giugno, nuovo stop muscolare ieri a Cagliari (in attesa degli esami). Jesus è vicino al Genoa, ma non è sicura la sua partenza, Fazio per ora ha fermato il Cagliari (e ha un fastidio alla caviglia), Pastore si sta riprendendo dall’operazione all’anca col suo agente che definisce “fake news” le voci che lo vogliono vicino al Galatasaray. Karsdorp, bocciato dall’Atalanta per motivi economici quando stava già preparando le valigie per Bergamo, ora è ad un passo dal Genoa, ma per ora non si è mosso perché Bruno Peres è in isolamento per il covid. Santon anche è bloccato per lo stesso motivo, Olsen piace al Watford, ma per ora solo in prestito. Un altro stipendio in più da pagare per la Roma.

Situazione complicata per quanto riguarda gli esuberi in casa Roma (Getty Images)
Situazione complicata per quanto riguarda gli esuberi in casa Roma (Getty Images)