Il Benfica per la Juventus non rappresenta un avversario dai sonni tranquilli. I precedenti non sono incoraggianti. Le due squadre hanno dato vita a grandi sfide. In un passato più lontano e uno molto recente. Negli anni sessanta i lusitani eliminarono la Juventus in semifinale di Champions prima di cedere al Manchester United in finale. Risultato che si sarebbe ripetuto il 1 maggio del 2014, quando nella gara di ritorno a Torino i portoghesi difesero lo 0-0 utile a qualificarsi per la finale di Europa League.

La Juventus aveva invece avuto la meglio ai quarti di Coppa UEFA nel 1993, battendo il Benfica per 3-0 a Torino e ribaltando il 2-1 patito in trasferta. Quell’anno i bianconeri avrebbero poi vinto quel trofeo nella doppia finale col Borussia Dortmund. I precedenti degli ultimi anni non sono rassicuranti, fino ad arrivare allo 0-2 subito proprio dal Benfica nella scorsa stagione.

Gli uomini di Spalletti sanno che la sfida coi lusitani rappresenta una gara decisiva per la qualificazione. Se la Juve dovesse avere la meglio sulla squadra di Mourinho, si aprirebbero quasi certamente le porte dei sedicesimi di finale. Le aquile portoghesi vengono dalla vittoria sul Napoli e a Torino si giocano le ultime carte per inserirsi nella zona utile per il passaggio del girone.

Spalletti dopo la sconfitta a Cagliari in campionato dovrebbe riproporre nuovamente la difesa a 4, con Bremer e Kelly centrali, Locatelli al centro della mediana insieme a Thuram e con la linea a 3 dei trequartisti a sostegno di David al centro dell’attacco. Mourinho invece deve rinunciare ad alcuni elementi. Rios e Bah non stanno bene, così come Barrenechea non dovrebbe far parte della gara. Barreiro e Aursnes comporranno la linea di mediani davanti alla difesa, mentre Sudakov andrà a guidare i centrocampisti a supporto di Pavldiz in attacco.

Il Benfica col Napoli ha dato segni di ripresa sul piano della solidità difensiva, mostrando un gioco più incline all’attendismo che a un sistema tattico più propositivo. Allo Stadium la Juve probabilmente avrà il pallino del gioco, ma, soprattutto rispetto alle distrazioni difensive patite in Sardegna, Spalletti sa che non può permettersi sbavature contro una squadra che quasi certamente resterà in attesa dell’occasione per colpire. 

Considerando la classifica attuale, se alla Juve serve una vittoria per ipotecare l’accesso ai sedicesimi, al Benfica i tre punti suonano quasi indispensabili. L’unica certezza è che entrambe, però, non possono permettersi una sconfitta.