La stagione ha sbagliato momento. Il Napoli si gioca tutto nel frangente più delicato. Gli infortuni i limiti di una resistenza messa a dura prova da una indecifrabile quanto complicata gestione limitata dell’organico, chiedono al Napoli di giocarsi una parte consistente della stagione proprio quando le energie sembrano ridotte a una preoccupante riserva.

La gara in Danimarca vale la qualificazione. O almeno un passaggio indispensabile. In Danimarca il Napoli non ha altro risultato diverso dalla vittoria. Il Copenhagen ha gli stessi punti degli azzurri e per i padroni di casa la sfida ha lo stesso valore da dentro o fuori. In caso di successo i partenopei conserverebbero la posizione interna alle prime 24, aspettando che gli altri risultati possano combinarsi favorevolmente anche in termini di un ipotetico distacco dalle inseguitrici. 

I calcoli in questo momento lasciano il tempo che trovano, perché il Napoli nell’ultima trasferta del girone dovrà trovare le forze e le soluzioni per i tre punti. L’ultima giornata prevede il Chelsea al Maradona. Non di certo il più agevole degli avversari. 

I precedenti con le squadre danesi sono molto incoraggianti. Ai sedicesimi della Coppa delle Fiere nella stagione 1966\67 il Napoli ebbe la meglio sull’Odense per 4-1 e per 2-1. Dieci anni fa, invece, in Europa League gli azzurri batterono due volte nel girone il Midtjylland. 5-0 e 4-1 per una doppia sfida dall’evidente sproporzione di valori.

Adesso gli equilibri sono certamente diversi. Il Napoli sulla carta è superiore alla squadra danese, ma le numerose assenze, i dubbi di formazione e le condizioni precarie di alcuni uomini non consentono a Conte una gestione serena dell’organico. La partita presenta le sue insidie e rappresenta un’occasione storica anche per i padroni di casa. Il Football Club København non è una squadra abituata a varcare i limiti delle fasi eliminatorie della massima competizione europea. I danesi sono riusciti a qualificarsi agli ottavi di finale di Champions nella stagione 2023\2024, per poi essere eliminati dal Manchester City.

Se si mettono a confronto i dati delle prestazioni in Champions di Napoli e Copenhagen, non emerge una differenza sostanziale. Entrambe le squadre hanno gli stessi punti, entrambe hanno ottenuto lo stesso numero di vittorie (i danesi hanno vinto gli ultimi due turni), così come tutte e due hanno fatto registrare 3 sconfitte. Gli uomini di Jacob Neestrup hanno segnato addirittura più gol degli azzurri e vantano anche alcuni dati statistici superiori a quelli degli uomini di Conte, soprattutto sul piano atletico.

Se si va ad analizzare la fase offensiva emerge una buona propensione da parte dei danesi di trovare situazioni utili dentro l’area avversaria, così come nella fase difensiva e nei raffronti disciplinari si registra una maggiore propensione a una fisicità più aggressiva. Un aspetto che in questo momento potrebbe mettere in difficoltà la manovra del Napoli, non sempre costante sul piano del ritmo proprio a causa dell’impossibilità di poter spingere intensamente in gara. Alle altre assenze si aggiungono anche quelle di Politano e Rrahmani.

Antonio Conte dovrà preparare la partita in Danimarca con molta attenzione, cercando di scovare i punti deboli dell’avversario e di sfruttare al meglio le occasioni e i momenti di inerzia più favorevole in partita. Dopo la Champions c’è la Juve e dopo la Juve il Chelsea. In poco più di una settimana il Napoli vedrà rivelarsi responsi e nuovi equilibri.