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Ronaldo, Sarri, Joya e dolori...

Sarri vuole vincere e per farlo ha bisogno del miglior Ronaldo


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8 anni fa Maurizio Sarri veniva allontanato dal Sorrento. Era l’ennesimo esonero di una carriera piena di speranze, ma che non decollava. Era il 14 dicembre 2011 e Gennaro Ruotolo ne prese il posto. 

8 anni fa Cr7 aveva appena ricevuto la seconda scarpa d’oro, aveva già vinto la Champions League, e lottava da anni con Messi per il pallone d’oro. Al 55’ minuto di Juventus-Milan e’ successa una cosa normale nel calcio, ma incredibile nello specifico. La sostituzione di Ronaldo, la seconda in 4 giorni dopo quella nel finale a Mosca: la conferma che Maurizio Sarri va avanti dritto come un tgv. Prima la squadra poi i singoli. Col rischio di prendersi un “vaffa”. Qualche parolina e’ arrivata, Ronaldo non e’ andato in panchina e ha lasciato lo stadio prima di tutti. Non un buon atteggiamento per il calciatore piu forte e pagato del nostro campionato. 

Ma e’ su Sarri che ci vogliamo concentrare. Fosse finita 0-0 o peggio, avrebbe preso critiche infinite. Invece non solo ha sostituito Ronaldo, ma inserito Dybala che con una giocata da fenomeno, gli ha regalato gol, vittoria e testa della classifica. Perché il calcio non vive di ieri ma di domani. Perché il palmares non va in campo e non conta quello che hai fatto. Oggi Ronaldo tra adduttore e ginocchio non sta bene. Mentre Douglas Costa, Higuain e Dybala volano. E Sarri vuole vincere. Per farlo ha bisogno del miglior Ronaldo. Dei suoi gol, del suo carisma, ma anche della sua forma migliore. Altrimenti, se si gioca male, si va fuori. Perche Sarri ci ha messo piu tempo, perche 8 anni fa era disoccupato, ma è diventato un allenatore eccezionale. E Dybala ieri sera, lo ha premiato. 1-0 per battere il miglior Milan della stagione. 

Non e’ ancora la Juve di Sarri nel gioco. Ma da ieri sera e’ molto di piu la Juve di Sarri.