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Inter, Conte non scioglie i dubbi: "Lukaku gioca? Ci sono 24 ore per fare le nostre valutazioni"

conferenza stampa del tecnico nerazzurro alla vigilia della sfida di Champions League


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LUKAKU - "Sicuramente c'è un allenamento da fare, ci sono 24 ore per fare le attente valutazioni e vedere che tipo da un punto di vista fisico in che condizioni è. Se gioca è perchè dà le necessarie garanzie, altrimenti giocherà qualcun altro". 

MODULI - "E' qui in Italia che siete fissati... il problema non è con chi giochi, ma come giochi. Son tutte cazzate... quando sento non si vince a 3... il calcio moderno si evolve. Bisogna andare al passo con i tempi, magari anche chi prima allenava e vedeva le cose in una determinata maniera. Non è che cambi se giochi a 3 o 4, l'importante è con quanti giocatori attacchi, che tipo di pressione fai, però è bello, son tornato in Italia quindi me le aspettavo queste domande... in Inghilterra non gliene frega niente se giochi a 3 o 4, vogliono vedere coraggio e intensità, vogliono divertirsi". 

COPPA O CAMPIONATO? - "Si vive di luoghi comuni, basta che uno dica qualcosa in televisione che vada bene a tutti e poi tutti la ripercorrono. Ho giocato tre Champions League, la prima con la Juventus dopo che avevamo vinto il campionato e partivamo da due settimi posti. Squadra riformata, il primo anno siamo usciti ai quarti di finale, il secondo siamo usciti nel gruppo e poi siamo arrivati in semifinale di Europa League. Poi ho giocato col Chelsea che era arrivato decimo l'anno prima... capisco che ci siano tante aspettative su di me, che si crede che quello che tocco vinco, ma invece non è così. Io ho partecipato sempre con creature non pronte". 

ENTUSIASMO - "Deve fondarsi non sul risultato, perchè non sarebbe reale. Dobbiamo portare entusiasmo per quello che stiamo cercando di costruire. Roma non fu costruita in un solo giorno... detto questo, stiamo lavorando in maniera dura e di questo ringrazio il club ma soprattutto i calciatori, perchè come ho sempre detto c'è grandissima disponibilità da parte loro, di essere coinvolti, di creare qualcosa di importante. Ma non mi piace che l'entusiasmo sia collegato al risultato, sarebbe effimera, dobbiamo entusiasmarci per il lavoro che stiamo facendo e le basi che stiamo ponendo. Poi mi auguro che queste basi possa sfruttarle io negli anni... ma stiamo lavorando per mettere delle fondamenta utili anche a chi potrebbe venire". 

SCINTILLA E DINAMITE - "Era il discorso della continuità. Noi dobbiamo diventare stabili, perchè solo essendo stabili possiamo ambire a giocarci qualcosa di importante. Se fai come le montagne russe, vivi giornate belle dove ti senti forte e altre dove ti senti scarso, dobbiamo invece dare un segnale di continuità ai nostri tifosi e all'esterno".