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A Lecce tanto fumo e poca Juve

I bianconeri, senza convincere, rimediano solamente un pareggio nella trasferta salentina


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Il secondo anticipo della nona giornata vedeva la Juventus impegnata in una partita agevole, almeno sulla carta. Gli uomini di Sarri invece non sono stati sufficientemente decisi per avere la meglio di un Lecce ben organizzato e che nei primi minuti del match aveva provato anche a mettere in difficoltà la retroguardia bianconera, ma andiamo con ordine.

Visto il tour de force a cui sono e saranno costretti i campioni d'Italia nei prossimi giorni Sarri decide di far riposare una buona parte dei giocatori più impegnati fino a questo momento. Fuori dunque dal 1' Cuadrado, Matuidi, Khedira e soprattutto Cristiano Ronaldo, con il portoghese rimasto addirittura a Torino per non accollarsi le fatiche di una trasferta così lunga. Il tecnico ex Chelsea manda dunque in campo dal 1' il recuperato Danilo, Emre Can, Bentancur e Bernardeschi, confermando ancora una volta la coppia centrale Bonucci-de Ligt ed affidando il compito di insidiare la porta avversaria al tandem argentino Dybala-Higuain.

Valeri fischia il calcio d'inizio ed i padroni di casa provano a cogliere di sorpresa i bianconeri. I giallorossi iniziano il match con un ritmo inaspettatamente alto, ma dopo un quarto d'ora di gioco inizia a venire fuori la superiorità tecnica dei Campioni d'Italia in carica. Al 16'i bianconeri troverebbero anche la rete del vantaggio, ma il VAR annulla giustamente per un fuorigioco di Higuain su un tiro sbagliato da Alex Sandro e deviato in porta dallo stesso centravanti argentino. Come da pensiero tattico di Sarri, la Vecchia Signora diventa ben presto completamente padrona del campo, riuscendo anche ad avere diverse occasioni che non vengono tramutate in reti tra errori personali, interventi della retroguardia salentina ed anche un ottima parata di Gabriel su un tiro di Dybala da distanza ravvicinata.

Nella ripresa la situazione pare cambiare quando Valeri assegna un calcio di rigore ai Campioni d'Italia, rigore trasformato con freddezza da Dybala. A quel punto la partita sembra doversi mettere in discesa per Higuain e soci, ma il vantaggio dei bianconeri dura appena appena sei minuti con il Lecce che trova il pareggio con Mancosu, anche lui su calcio di rigore. Sarri ordina ai suoi di aumentare la pressione nella metà campo avversaria, mandando in campo anche il più offensivo Cuadrado per un Danilo che nel momento decisivo aveva provato un improbabile cross anziché tentare la conclusione verso la porta di Gabriel. Pochi minuti più tardi il tecnico juventino è costretto ad un'altra sostituzione visto il problema muscolare occorso a Pjanic, al posto del bosniaco entra Khedira con Bentancur che si trasferisce in cabina di regia. L'assedio finale, prolungato anche nei minuti di recupero, non scalfisce il fortino eretto dai padroni casa. Nel giro di sette giorni i giallorossi riescono a fermare sul pareggio prima il nuovo Milan di Pioli e poi la Juventus di Sarri. Punti che porteranno sicuramente ancora maggior entusiasmo in casa dei salentini e che saranno utilissimi nella corsa per la salvezza. Una Juventus a tratti molto bella ma che ha finito spesso nel cercare troppo le giocate ad effetto e gli inserimenti per via centrale anziché puntare direttamente alla porta degli avversari.

Tra le fila dei bianconeri due elementi positivi sono stati Alex Sandro e Paulo Dybala. Per i due sudamericani il cambio di allenatore sembra essere stato un toccasana. L'esterno difensivo sembra aver finalmente ritrovato quella fiducia in sé stesso che gli permette di unire la solidità offensiva appresa con Allegri alle sue innate doti offensive. Tanto preciso in fase di chiusura, quando riesce a compiere delle diagonali profonde utili a disinnescare i rari pericoli portati dagli avversari, quanto ficcante in fase offensiva, accompagnando la manovra con regolarità e permettendo ai bianconeri di allargare le maglie della retroguardia leccese. Il numero 10 sembra invece vivere un momento di assoluta estasi, viste le difficoltà degli altri juventini si prende la squadra sulle spalle cercando ora le incursioni personali ora i duetti con i compagni di squadra per eludere le marcature asfissianti dei giallorossi.

Gli aspetti negativi del match hanno le fattezze di Bernardeschi e de Ligt. Il fantasista carrarino aveva mostrato dei segni di ripresa con la maglia della Nazionale, ma al suo ritorno in bianconero la lampadina sembra essersi nuovamente spenta. Oltre alle due occasioni da rete mancate, di cui una clamorosa a porta completamente vuota il numero 33 bianconero ha sbagliato moltissime scelte in alcuni momenti chiave della partita. La sua voglia di rendersi protagonista e scacciare il momento negativo lo ha portato spesso infatti a tirare verso la porta avversaria nonostante la contrapposizione dei difensori quando poteva favorire compagni certamente meglio piazzati di lui. Per quanto riguarda il difensore olandese sarà necessario che lo staff tecnico juventino lavori molto sulla sua postura soprattutto all'interno dei propri sedici metri. Quello di ieri è stato infatti l'ennesimo episodio in cui l'ex capitano dell'Ajax si è fatto cogliere alla sprovvista finendo con il deviare il pallone con la mano e vedendosi dunque assegnato un penalty a sfavore. Il tempo per migliorare sotto questo aspetto non manca di certo, ma questa è una delle situazioni in cui prima si interviene e più danni si evitano, soprattutto in vista di partite più importanti per il raggiungimento dei trionfi stagionali.

Luca Tonazzini

diLuca Tonazzini

CLASSE '83, NASCE ALL'OMBRA DELLE CAVE DI MARMO. APPASSIONATO DI STEPHEN KING, QUANDO NON È IMPEGNATO IN DEGUSTAZIONI DI MOJITO SI DIVIDE TRA LIBRI, CINEMA E CALCETTO. ARBITRO, GIOCATORE ED ORGANIZZATORE DI TORNEI VIVE LA VITA GUARDANDOLA DAL LATO SINISTRO DEL CAMPO.