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Da Conte a Marchisio, Inter-Juve nel segno dei numeri 8

A poche ore dal derby d'Italia l'ormai ex centrocampista ha annunciato l'addio al calcio giocato


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Tra poche ore la Juventus scenderà in campo per affrontare l'Inter guidata da Antonio Conte. Per i bianconeri questa sarà la seconda sfida Scudetto dopo quella vinta contro il Napoli alla seconda giornata. Ma se gli azzurri di Ancelotti sembrano vivere un momento di appannamento e nervosismo come dimostra la vicenda Insigne, altrettanto non si può dire dei meneghini. I nerazzurri sono sì reduci da una sconfitta al Camp Nou, ma la loro prestazione è stata tutt'altro che negativa. Dall'altra parte i bianconeri fino a questo momento hanno saputo mostrare un'eccellente gestione delle forze, accelerando quando era necessario ed abbassando i ritmi quando le situazioni di gioco e di risultato lo permettevano. Questa importante conoscenza di sé stessi ha permesso a Ronaldo e soci di sfoderare le loro migliori prestazioni nelle partite più importanti, dalla già citata vittoria contro il Napoli, al pareggio contro l'Atletico di Madrid fino ad arrivare alla vittoria di qualche giorno fa contro il Bayer Leverkusen. La partita di questa sera promette dunque un gran spettacolo, tra due squadre convinte dei propri mezzi e che saranno in grado di lottare fino alle ultime giornate per la conquista dello Scudetto 2019/20.

L'avvicinarsi dell'ennesima sfida contro l'Inter però non è l'unica notizia che riguarda il mondo bianconero, anzi.

Pochi giorni fa Claudio Marchisio ha annunciato, a soli 33 anni, l'addio al calcio giocato. L'annuncio non giunge inatteso visti i numerosi infortuni occorsi all'ormai ex centrocampista negli ultimi anni. Dopo aver indossato per 25 anni la maglia bianconera Marchisio ha voluto comunicare la sua decisione in quella che a tutti gli effetti è la sua seconda casa, l'Allianz Stadium. Con la Juventus il "Principino" ha vinto, tanto, tantissimo sia nel settore giovanile che, soprattutto, in prima squadra. Purtroppo per lui il 17 aprile 2016 è arrivata la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, quell'infortunio ha di fatto segnato un punto cruciale nella sua carriera. Dopo la ripresa Marchisio non è riuscito a ritrovare lo stesso spazio alla Juventus e in accordo con la società si è arrivati alla naturale scadenza del contratto senza che venisse rinnovato. Nonostante le numerose offerte arrivate il centrocampista non ha voluto indossare altre maglie di squadre italiane e ha accettato la proposta dello Zenith. I problemi fisici lo hanno perseguitato però anche in Russia, per cui sapendo di non poter dare molto altro alla causa dei pietroburghesi ha preferito rescindere il contratto.

Nonostante le sue condizioni non fossero quelle ottimali nell'estate 2019 sono fioccate per lui diverse offerte, tra cui quelle del gruppo Suning, come ammesso dallo stesso Marchisio. Nonostante la possibilità di essere letteralmente ricoperto d'oro il trentatreenne ha preferito ascoltare il proprio corpo per dedicarsi almeno in un primo momento alla sua famiglia, senza tuttavia escludere la possibilità di rientrare nel mondo del calcio un domani, magari proprio alla Juventus con un ruolo in società.

Nella conferenza d'addio Marchisio ha trovato la parola giusta per racchiudere la sua carriera nel mondo del calcio: "sogno". Nato in provincia di Torino e juventino fin dalla più tenera età ha indossato per la prima volta la casacca bianconera a soli sette anni, senza lasciarla praticamente mai più ad eccezione della stagione 2007-08 quando venne girato all'Empoli. La sua dedizione alla causa, il suo impegno e le indubbie qualità balistiche lo hanno reso di gran lunga il miglior giocatore recentemente uscito dal settore giovanile bianconero. Certo non mancano i rimpianti, nonostante i numerosi trofei vinti, ma i giocatori si giudicano anche dal coraggio e dall'altruismo, qualità in cui Marchisio eccelleva. Poi ci sono i tantissimi gol realizzati, alcuni anche di pregevole fattura, come quello realizzato proprio contro l'Inter nel 2011. Come detto da Iniesta, oggi il calcio è un po' meno calcio.

Tornando al match di questa sera una delle chiavi tattiche sarà proprio la gestione del centrocampo. Da una parte ci sarà Conte con la sua linea mediana di sostanza rinforzata dagli arrivi estivi di Sensi e Barella, dall'altra parte Sarri predilige il possesso palla con verticalizzazioni improvvise sfruttando la capacità di Ramsey di galleggiare tra le linee avversarie. Visti i corsi e ricorsi storici ed il filo diretto che parte proprio da Conte e passa per Claudio Marchisio non ci stupiremmo se il match di questa sera venisse deciso proprio dal gallese.  Dall'altra parte l'uomo chiave potrebbe essere invece quel Lukaku a lungo cercato dalla dirigenza bianconera lo scorso anno. Nonostante i dubbi fisici Conte lo dovrebbe schierare nel proprio reparto avanzato, cercando sfruttare la sua grande fisicità per aprire i varchi a Lautaro Martinez o per gli inserimenti delle mezze ali. La tensione tra le due parti inizia a salire, ora non resta che aspettare il fischio d'inizio.

Luca Tonazzini

diLuca Tonazzini

CLASSE '83, NASCE ALL'OMBRA DELLE CAVE DI MARMO. APPASSIONATO DI STEPHEN KING, QUANDO NON È IMPEGNATO IN DEGUSTAZIONI DI MOJITO SI DIVIDE TRA LIBRI, CINEMA E CALCETTO. ARBITRO, GIOCATORE ED ORGANIZZATORE DI TORNEI VIVE LA VITA GUARDANDOLA DAL LATO SINISTRO DEL CAMPO.