Onore a te, che sei arrivato ultimo al fantacalcio

  • 6 agosto 2017

PERCHE’ GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI. ALMENO DICONO

di Alfredo De Vuono

…Onore a te, fratello mio. Perché, proprio come congiunti, è in questi momenti d’abbandono e d’altrui facezie, che dobbiamo abbracciarci con rara e virile umanità.
Onore a te, fantallenatore dalle mille speranze e dieci mila sfighe, nato a settembre sotto ad un cavolo, con una rosa fatta quasi esclusivamente di gente dal nome impronunciabile e under 19 – perché ti vuoi sentire scopritore di talenti.
Onore a te, sia che tu abbia combattuto sino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, nonostante i punti di distacco dalla prima fossero 78 già a novembre, sia che tu te ne sia battuto beatamente le parti nobili, considerato che le tue speranze erano talmente esili che l’apice della tua stagione è stato segnato dal gol di Alvarez alla 38esima giornata.

Onore a te, che a fine estate avevi i capelli lunghi, sciolti, corvini e bagnati; in autunno smunti, secchi, pieni di doppie punte e forforosi; in inverno li hai scorciati, come per dare un taglio col passato; ed in primavera ti sei ritrovato con un ginocchio in testa ed oggi, alle porte della nuova estate, propendi rischiosamente per la ricrescita mediante ormoni femminili, ben consapevole del fatto che a breve sarai il nuovo allenatore della Juventus non per onniscienza tattica e motivazionale, quanto per prossimità tricotica.
Onore a te, che hai perso 17 partite di fila senza batter ciglio. Quasi crogiolandoti nell’autocommiserazione dopo ogni sconfitta, e schernendoti con la sagace autoironia dell’uomo d’altri tempi. E che, al primo, risicatissimo, pareggio 0-0 dopo il tragicomico filotto, hai avuto addirittura il coraggio di sentirti ancora in corsa per il podio.

Onore a te, che eri ultimo dopo i primi 10 minuti della prima giornata di campionato e che, quasi per coerenza, quell’ultimo posto te lo sei tenuto stretto con le unghie e con i denti fino a stasera. E se qualcuno ha mai osato metterlo in discussione, quasi ti ribellavi con antico furore: essere ultimo non è una collocazione in classifica, ma una way of life. Sottotraccia, con le cuffie atte a isolarti dal mondo esterno. Che vince.
Onore a te, che hai speso il 90% del tuo fanta-budget e 50 euro cash per un tedesco di 100 chili dal ciuffo di cuoio che ha trascorso il 90% – sarà un caso? No – della stagione a mangiare ribollita e panzanella.

Onore a te, che a centrocampo non hai preso né Hamsik né Nainggolan: perché sono banali e ‘commerciali’. Onore a te, che hai aspettato per l’intera asta dei centrocampisti di chiamare Diamanti e che ti sei fregato (con) le (tue stesse) mani quando l’hai messo in squadra. Per poi lasciare che Germano Mosconi si reincarnasse nel tuo esile corpicino quando il caro e vecchio Alino ha preferito i ravioli al vapore a quelli bolognesi.
Onore a te, che a durante il 2013-2014 Diamanti non l’hai rimpiazzato con Taarabt – “Nooo, non giocherà mai, è giovane, è scarso, è pazzo, è scemo” – ma con Honda, perché c’aveva il ciuffo platino alla Beckham, era esotico, sapeva di Holly e Benji, e tirava le punizioni meglio di Mihajlovic.

Onore a te, che “Wszolek mi ricorda Recoba” e “Toni è un vecchio”, che “Finalmente è l’anno di Muriel”, “Con Benitez Hamsik segna 20 gol” e che “El Shaarawy tornerà quello del 2012”. Onore a te, che “Milito è sempre Milito” e “Abbiati è tornato quello dei vecchi tempi”, che “Prendo Terranova perché tira i rigori” e che “Tanto Immobile può segnare solo con Zeman”. Onore a te, che nel corso dell’anno hai detto, pensato, e soprattutto fatto una quantità di boiate tali che l’aver ‘scoperto’ Berardi, sempre nel 2013-2014, e Verdi, nel 2016-2017, non ti scagiona neanche un po’.

Onore a te, se sei consapevole che “…gli ultimi saranno i primi” è uno squallido aforisma che serve solo a spiegare la fortuna del cristianesimo. E che quegli ultimi che saranno primi, in realtà, lo saranno solo a versare sangue, lacrime e sudore.

Onore a te, perché non sei semplicemente l’ultimo, ma sei il miglior ultimo che una fantalega potrebbe avere. Perché senza gli ultimi, non ci sarebbero neanche i primi. E siccome sei il migliore ultimo che potrebbe esserci, legittimi così anche i migliori primi, rendendo loro onore.
Onore a te, a cui i vincitori del fantacalcio offriranno, nella migliore delle ipotesi, un peroncino da un euro e cinquanta, che tu rifiuterai orgogliosamente. A prescindere dal fatto che hai foraggiato le loro intere famiglie per 4 generazioni.

Onore a te, che consapevole della tua conoscenza di questo sport, e di questo gioco, continui a guardare al futuro, e nella fattispecie alla prossima stagione, con raro e mirabile ottimismo. Consapevole che l’anno che verrà, nella migliore delle ipotesi, comunque non potrà essere peggiore di questo. Almeno finché non ti renderai conto di quanto faccia male arrivare ultimo per due volte di fila. Ed a quel punto tornerai su questa pagina, rileggerai queste parole, e ti affaccerai alla finestra del mondo. Sorridente, orgoglione, soddisfatto perché non sono i risultati che contano, ma il bel giuoco. E gonfierai il petto, e leverai i pugni fiero, fendendo l’aere, verso l’infinito.

Ed urlerai la tua rabbia inespressa a quel mondo schifoso, con la dignitosa foga d’un vero uomo del rinascimento. Almeno fin quando quel bastardo di piccione non ti defecherà addosso, con la nonchalance tipica di chi, del fantacalcio, se ne frega. Ma che, guarda caso, punta strategicamente sempre gli ultimi, e non i primi.

…Onore a te, piccione di merda. Perché hai preso bene la mira.