Momento delicato per il Parma, reduce dalle sconfitte arrivate contro Inter, Torino e Lazio e ora atteso dal match con l'Udinese in programma domani al Tardini. 

Alla vigilia della contesa con i friulani l'amministratore delegato gialloblu Federico Cherubini è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sul momento della compagine ducale. Di seguito le sue dichiarazioni riprese da ParmaLive.

Parma, la conferenza stampa di Cherubini

"Normalmente è lo spazio dedicato all'allenatore, ma oggi ci sono io a causa della settimana corta visti i diversi impegni, ma anche perché credo che ci siano delle domande che vengono fatte al mister che vanno oltre la sua competenza e penso che sia giusto approfittare dell'opportunità per rispondere a delle domande su tematiche di diverso interesse oltre la singola partita. Siamo consapevoli della nostra situazione, delle difficoltà: i risultati sono al di sotto delle aspettative, volevamo di più. Non sottovalutiamo il momento e comprendiamo lo scetticismo dell'ambiente. La società ha il dovere di rimanere lucida e determinata nel percorrere quello che ci siamo detti, cioè rimanere in Serie A.

Non è la prima volta che affrontiamo momenti difficili da quando sono qui: il Lecce due anni fa, la Lazio lo scorso anno o con la Cremonese a marzo. Abbiamo dimostrato di saper lavorare sotto pressione ed è quello che faremo ora. Siamo consapevoli della difficoltà del momento, ma questo non si trasforma in rassegnazione o resa. Voglio trasferire tutto quello che provo a livello personale: siamo un club unito, il management, la proprietà, staff e calciatori. Mi sento di spendere una riflessione sul termine società: si pensa a Krause, ma va fatta una distinzione tra proprietà e management. Sento tante critiche verso la proprietà rispetto al fatto che in questo momento sia più concentrata sul valorizzare e vendere, incassando soldi, o che sia condizionante nella costruzione della rosa. Io mi sento in totale responsabilità e onesta di chiarire che la proprietà sta facendo la proprietà e ci ha dato risorse e mezzi per fare il massimo. Si è parlato delle vendite record, ma noi abbiamo reinvestito. Si può discutere se lo abbiamo fatto bene o male, ma dire che Krause è interessato solo a incassare non è la verità. Continuiamo a fare investimenti nei vari settori. Sui giovani: il presidente vuole avere una squadra giovane, ma vedete chi abbiamo comprato: Djuric, Cutrone, Diego Carlos, Sierro... Non mi sembra che ci siano paletti stringenti da parte di Krause.

Abbiamo tutti i mezzi per poter competere e operare senza condizionamenti. Mi dispiace che contro il Torino il presidente si sia preso critiche che non spettano a lui, ma a noi. Mi piacerebbe approfondire sul tema tra distanza società-tifosi: vorrei capire come fare qualcosa di diverso. Facciamo tanto a livello di partecipazione. Noi siamo a totale disposizione della comunità, lo facciamo con piacere. Abbiamo interlocuzioni dalle istituzioni ai tifosi. Il tavolo con i tifosi era stato sospeso già prima, io sono contento di risedermi con loro per confrontarmi. La vicinanza alla tifoseria è doverosa, ma non c'è un meccanismo di delega: le decisioni le prende la società e io questo lo rivendico anche in un momento come questo. Credo che farlo ora sia giusto, anche perché sono convinto che questa squadra e tutto il gruppo di lavoro ha competenze e qualità per raggiungere gli obiettivi. Gilardino ha iniziato da pochissimo, ha avuto partite complesse, siamo convinti che ci vorrà del tempo, ma raggiungeremo l'obiettivo e domani sarà un primo passo.

Sul tema della squadra, credo che sia qualcosa che è successa anche lo scorso anno. Il campo sta dicendo che la rosa è indebolita perché la classifica dice quello. Io continuo a pensare che la rosa per alcune cose è la più assortita degli ultimi anni. Non nego che abbiamo perso alcune individualità importanti, ma se guardo i giocatori per me la rosa è completa".

L'esonero di Cuesta

"Abbiamo esonerato un allenatore a settembre, quindi abbiamo delle responsabilità sulle scelte fatte. Sicuramente le crepe estive dovevano essere lette con maggiore attenzione e probabilmente saremmo allenati a una situazione estiva che avrebbe permesso a qualcuno di lavorare in estete in maniera diversa. La scelta fatta in quel momento ci sembrava la più logica".

Cherubini su Valenti

"Non riguarda il contratto, ci sono situazioni comportamentali e non dipendono dall'allenatore. Sono questioni di principio e ad oggi non ci sono condizioni per rivalutare questa condizione".

Il rinnovo di Bernabé

"Speriamo di incontrare l'agente a breve, che ha avuto dei problemi personali. Io mi sono dato come timing la volontà di parlare prima della sosta di novembre. Penso che sia doveroso parlare e guardarsi in faccia con trasparenza e capire che condizioni ci sono. Rimandare non serve a nessuno: spero di fare chiarezza e verrete informati. Se mi dovessi basare sulla sua quotidianità non vedo criticità nel rinnovo. Non ho incontrato l'agente, quindi voglio capire se nella sua traiettoria ci sono idee diverse".