Reduce dalla sconfitta con l'Inter il Bologna si appresta ad affrontare il Cagliari nel match valevole per l'ottava giornata di campionato.
Il tecnico felsineo Raffaele Palladino ha presentato il match nella consueta conferenza stampa prepartita. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da TMW.
Cagliari-Bologna, la conferenza stampa prepartita di Palladino
"Con la sosta delle Nazionali abbiamo avuto meno tempo per lavorare con tutti, ma in mezzo a queste tre partite ci sono stati molti allenamenti nei quali ho visto dei progressi, a partire dalla gara con il Torino dove eravamo in vantaggio fino a dieci minuti dalla fine. A Lecce abbiamo disputato una buona prova. Contro l'Inter abbiamo fatto un grande primo tempo: il rammarico è averla lasciata aperta sull'1-0 perché l'Inter con le qualità che ha ti può sempre mettere in difficoltà. Tuttavia quest'ultima gara mi ha lasciato diversi spunti su cui lavorare. Sono un perfezonista e vorrei che la mia squadra giocasse sempre meglio e migliorasse di gara in gara. Questo Bologna deve continuare a crescere, da quando sono arrivato fino a fine campionato. L'atteggiamento non lo abbiamo mai sbagliato: la squadra ha mostrato sempre attaccamento alla maglia e la volontà di voler andare forte. Questo è un gruppo di ragazzi che lavora sodo. Tuttavia si può migliorare sulla fase offensiva, sulla tecnica, sulla fluidità di gioco. Sto insistendo su questi concetti durante la settimana e credo che i miglioramenti si stiano vedendo. Dovremo continuare a lavorare a testa bassa, mantenendo la fame e lo spirito che contraddistingue il Bologna".
Palladino su Ferguson e Odgaard
"Credo che Ferguson sia un giocatore che può darci leadership ed è fondamentale sia in fase di possesso sia di ripiegamento. El Azzouzi e Moro stanno crescendo e devono sentirsi importanti. Io non lascio indietro nessuno. Odgaard l'ho provato in varie situazioni di campo. Lo volevo allenare per capirne le caratteristiche e quale fosse l'abito migliore da fargli indossare, perché lo conoscevo solo da avversario. Lo vedo come punta o sottopunta: ha le caratteristiche per poterlo fare e in queste posizioni potrà esserci utile".
La scelta dell'attaccante
"Dovbyk è un giocatore più d'area, Enem è bravo a riempire l'area ma gli viene meglio legare il gioco, mentre Odgaard può partire dall'inizio se vogliamo fare un determinato tipo di partita. Vorrei che tutti e tre possano credere di essere titolari a Cagliari. Abbiamo provato anche soluzioni diverse perché senza Piccoli perderemo determinate caratteristiche".
Palladino su Amondarain
"Lunedì ho detto alla squadra che tutti devono sentirsi coinvolti perché non lascio nessuno indietro. Vitik, Amondarain, Alhassane, devono tutti andare forte come stanno facendo perché l'occasione l'avranno. Devono avere la fame di prendersi una maglia da titolari".
Gli infortuni
"Arrivare in corsa e alzando l'intensità d'allenamento con una metodologia diversa si può andare in contro a qualche infortunio. A noi è capitato ad Odgaard, Orsolini e Piccoli ma sono cose di poco conto che si possono risolvere in tre settimane. Non parliamo più di condizione fisica perché non vorrei che diventasse un alibi. Stiamo lavorando duramente e la mia squadra deve correre e sudare e sono certo che la condizione fisica migliorerà sempre di più. Vedo già grandi miglioramenti ma non so dire quando arriverà uno stato ottimale".
Palladino su Mbangula
"Lo vedo bene come sottopunta. Sta crescendo anche di condizione. Ha solo bisogno di giocare".
La scelta tra Skorupski e Pessina
"Dobbiamo lasciarli liberi di lavorare. Il portiere non deve essere il tema della settimana. Pessina ha la mia fiducia, Skorupski ha risposto benissimo contro l'Inter, ma poi le responsabilità delle scelte me le prendo io. Lasciate i ragazzi liberi da ogni giudizio".