Intervistato da La Gazzetta dello Sport quando mancano poche ore al fischio d'inizio di Inter-Cagliari, il patron rossoblu Tommaso Giulini ha parlato dell'imminente sfida con i nerazzurri, soffermandosi anche sul futuro di Marco Palestra e Sebastiano Esposito.
Cagliari, le parole di Giulini
"Pio un grande rimpianto, lo volevo fortemente l’anno scorso ma sia Bonato sia Nicola mi dissero di prendere prima la certezza che era rappresentata da Piccoli, nel frattempo però Pio andò allo Spezia e si è meritato di andare all’Inter già quest’anno. Muovendoci prima su Pio Esposito magari avremmo preso entrambi e non guastava. Non avrei preso Pio al posto di Piccoli, però magari entrambi. Sebastiano sta facendo una buona stagione, tecnicamente divino, deve imparare a essere sempre più concreto, sta trovando anche i gol.
Sicuramente il Cagliari può ripartire da lui, è un nostro valore importante, complessivamente penso che lui non è un calciatore che può valere meno di Piccoli, non penso che in questo mercato arriveranno offerte così alte e quindi credo rimarrà con noi. Mi è piaciuto molto come ha esultato sabato dopo il gol coi compagni e il mister, significa che è un leader tecnico e carismatico”.
La crescita di Palestra
“Un motivo di grande orgoglio, quando si cresce un grande calciatore e lo si vede esplodere in Nazionale e in partite di Serie A ti rimane felicità e orgoglio per Marco, sta dimostrando di poter fare una carriera simile a Barella. Un ragazzo serio, quadrato, se continuerà a lavorare così e il fisico lo accompagnerà arriverà in alto come Nicolò. Non si tira mai indietro, lotta per la nostra maglia fino all’ultimo, questo dimostra come Marco sia un grande uomo, non è scontato quando sei in prestito secco non tirare indietro la gamba”.
Giulini su Idrissi
“Mi piace citare Riyad, sta affrontando un percorso non semplice con l’infortunio, speriamo di averlo pronto a settembre dopo il recupero. Lo conobbi la prima volta quando si ruppe l’altro crociato, so cosa ha passato, mi ricordo che bello fu quando il Modena puntó su di lui e non era banale che una squadra di Serie B ci chiedesse uno delle giovanili. Venne a tifare la Primavera all’Arena ed era l’unico del gruppo precedente, un ragazzo con attaccamento alla maglia enorme e spero che possa avere ancora più spazio in futuro”.
Il lavoro di Pisacane
“I due aspetti principali sono i suoi valori umani che conosco profondamente ormai da oltre dieci anni, per me questo viene prima. Solo chi lo conosce intimamente sa di chi stiamo parlando. E poi i valori sul campo, il sacrificio, la voglia, la cattiveria, l’abnegazione, le letture tattiche, doti che spero di vedere a San Siro. Quello che ha fatto vedere come cattiveria e intelligenza con la maglia del Cagliari sono cose che voglio vedere sempre nella mia squadra. E sono convinto che siano le doti che possono farci fare risultato o una grande gara a Milano. Se resta? Certo. Una volta conquistata la salvezza, con questo progetto, sarebbe la cosa più sbagliata cambiare allenatore”.