Marcello Nicchi, ex numero uno dell'AIA, ha parlato nel corso di un'intervista concessa a CN24. Queste le parole dell'ex presidente dell'Associazione Italiana Arbitri che dopo 12 anni ha lasciato il posto a Trentalange.

Intervista a Marcello Nicchi sui suoi 12 anni di presidenza


Bilancio?
"Un bilancio della mia avventura? Sono sereno e tranquillo, sono conscio di aver dato il massimo per la mia categoria e per il calcio italiano. Faccio i più calorosi auguri a Trentalange, che possa ottenere le soddisfazioni che ho avuto io. Sono orgoglioso di aver avuto questo incarico per così tanto tempo, abbiamo fatto cose importanti che oggi sono a disposizione di tutti".

Marcello Nicchi sugli arbitri italiani

Arbitri italiani?

 “Arbitri italiani i migliori a livello internazionale. Un rammarico o un rimpianto? No, rammarico no: quando le persone lavorano per il bene di tutti non ci deve essere rammarico bensì consapevolezza e passione. Ci sono momenti nella vita in cui ci sono dei cambiamenti ed altre cose da fare, non si vive solo di una cosa. Importante è amare ciò che si fa con trasparenza e passione, è sotto gli occhi di tutti. Non resta che augurare di fare il meglio possibile".

Marcello Nicchi sul calcio in Italia


"Dove sta andando il calcio italiano? Dal punto di vista arbitrale oggi consegno a tutti una AIA di grande valore e di grande sicurezza, dal punto di vista generale. Sul momento del calcio italiano oggi è difficile stabilire dove va: è in grande apprensione per il discorso pandemico, non sappiamo ancora quando potrà finire. Per fare certe valutazioni, dobbiamo aspettare la normalità. 

Gli arbitri si faranno trovare sempre pronti, ci sono giovani che si sono messi in grande evidenza e meno giovani che stanno facendo bene. Ci manca il calcio dilettantistico, il calore della gente e dello stadio: sono cose che mancano a tutti, quello di oggi è un calcio anomalo con gli stadi vuoti ed un clima a cui non siamo abituati. Lo stato dell’arte è questo, ne prendiamo atto e siamo pronti".

VAR, il commento di Marcello Nicchi 

"Maggiore applicazione della tecnologia? Non deve preoccupare l’uso, è un aiuto che ha fatto grandi progressi: sta raggiungendo il limite della perfezione, viene utilizzata bene e quando ce n’è bisogno. Non è motivo di preoccupazione per il calcio, ad oggi".

Marcello Nicchi (Getty)