Reduce dal successo col Venezia la Lazio si appresta ad affrontare il Monza nel match valevole per la sesta giornata di campionato.

Il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso ha presentato la sfida nella consueta conferenza stampa prepartita.

Lazio-Monza, la conferenza stampa prepartita di Gattuso 

"Mi aspetto di essere belli svegli e di non farci sorprendere. Il Monza è una squadra giovane con coraggio ed energia, ci vengono a prendere con intensità e veemenza. Bisognerà essere pronti, ci vuole grande umiltà. Sembra una partita facile, ma vi posso assicurare che non sarà così. Ci vorrà una grande Lazio. È stata una sosta particolare, abbiamo lavorato e riposato. Molti giocatori hanno avuto minutaggio, qualcuno è tornato gasato dalla nazionale e con minutaggio nelle gambe. Li ho visti bene, dentro all'intensità che cerchiamo e devo dire che sono molto contento per come sono tornati e come si sono allenati".

SU PINAMONTI - "Per me è facile, adesso le decisioni stanno a me. Non solo Pinamonti, tutti devono stare tranquilli e farò di tutto per dare minutaggio a tutti. È normale che quando c'è la disponibilità dei giocatori poi devo fare delle scelte, sono contento per come si sta allenando e per come sta migliorando".

SU PROVSTGAARD E PELLEGRINI - "Sta bene, lui ha il fisico da iron-man e gli piace lavorare. È vero che è quasi oltre i mille minuti di campo giocato, vedremo domani ma sta bene e si è allenato e va a mille all'ora come tutti gli altri. Su Pellegrini è semplice, io parlo non solo con lui ma con tutti i giocatori. Luca sa le dinamiche societarie, questa è una roba societaria e vediamo cosa succederà. La società sa il mio pensiero, fin quando i giocatori sono qua vanno trattati bene e da professionisti. L'ho messo in campo nelle amichevoli, si allena con la squadra, quando è stato infortunato si è curato e si è sempre messo a disposizione, non è mai stato fuori rosa. Sta alla società decidere se integrarlo o meno".

MIGLIORAMENTI - "Sono le preoccupazioni che abbiamo quando ci confrontiamo. Si va sempre alla ricerca di cambiare meno possibile, di andare sulle sicurezze. Le valutazioni vengono fatte. Dobbiamo rimanere in partita senza subire l'evento. A Venezia è venuto fuori questo, abbiamo fatto un primo tempo di grandissima sofferenza, ma nella ripresa siamo tornati dentro la gara e siamo cresciuti. Contro il Milan, dopo il 2-2, ho pensato finisse in "tragedia", invece siamo stati bravi a riprenderla"

CRESCITA DI TAVARES - "Io ho detto che odio le persone lavative, che hanno grandissimo talento e pensano che non si possa migliorare. Ho conosciuto tantissimi campioni, ho giocato con 8 Palloni d'Oro in carriera, la differenza la fa il lavoro e l'umiltà. Mi dà fastidio quando vedo quelli col talento che fanno il compitino, così è uno spreco. Nello sport si può sempre migliorare. Non sono frasi di circostanza, se siamo lì dove siamo bisogna pedalare. Vedo gente che lo fa, stiamo provando a fare qualcosa di nuovo, vedo entusiasmo e voglia. Si fa fatica, lo so. A volte vedo facce affaticate. Ma sanno che se vogliamo a giocare così abbiamo solo una strada, che è quella del lavoro e di andare forte".

SU FRATTESI - "Io sono molto diretto con tutti. Ricordo cosa gli ho detto quando ero ct, sono stato diretto perché non mi sarei sentito a posto con me stesso se non lo avessi fatto. Le caratteristiche e le qualità di Davide le conosciamo tutti, per un periodo si era smarrito e seduto un po', abbiamo avuto la fortuna di sentirci dopo che sono venuto qua. L'ho spinto a fare la scelta, non era obbligatorio per lui venire qua, ma questo lo faccio con tutti i giocatori. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con i miei calciatori, spesso è girata la voce che avevo problemi con presidenti e giocatori, ma io non porto rancore. Se vedo che dall'altra parte c'è onestà e intelligenza a me piace. Io ho un difetto, quando si scende in campo voglio che si facciano le cose come si deve. Se qualcuno ha problemi a casa o ha fatto serata può venire nel mio ufficio e li mando a casa 1-2 giorni perché bastano un paio di giocatori che vanno piano e ti rovinano un allenamento. Mi viene facile il rapporto con i giocatori".