Reduce dalla pesante sconfitta di Napoli per la Cremonese si avvicina la sfida con la Lazio in programma domani alle 18.30 allo Zini.

Il tecnico dei grigiorossi Marco Giampaolo ha presentato la sfida nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Cremonese-Lazio, la conferenza stampa prepartita di Giampaolo

“La squadra ha bisogno di emozionarsi e di emozionare: dobbiamo scendere in campo senza apprensione né preoccupazione. Questa è la chiave. I grandi club come la Lazio si comportano in maniera seria, quindi mi aspetto una partita seria. Il fatto che questo sia in discussione fa parte della cultura italiana, sbagliata da questo punto di vista. Mi aspetto una partita difficile, sicuramente la più importante della stagione della Cremonese sin qui. Le qualità della Lazio le conosco, l’allenatore lo conosco molto bene ed è uno dei top in circolazione. Sono una squadra ordinata, lavorano insieme da anni, ma ripeto che per la Cremonese è la partita più importante della stagione. Dobbiamo fare la partita dell’anno, senza guardare in faccia l’avversario”.

Le novità di formazione

“A livello tattico ogni partita richiede la propria strategia, quella di domani sarà una sfida diversa rispetto alla scorsa. Per quanto riguarda i singoli è un altro discorso, vedremo. La testa fa la differenza, non le gambe. E con testa intendo la possibilità di giocare senza alcun tipo di paura, bisogna togliere di mezzo l’apprensione e la preoccupazione. Le partite le devi giocare, se l’approccio mentale è sbagliato perdi due volte: nel risultato e nell’atteggiamento, a livello individuale e di squadra. Bisogna giocare in maniera pulita, tutto il resto è figlio dell’aspetto psicologico. Il Cagliari era chiamato a vincere la sua partita in casa contro l’Atalanta e l’ha fatto, il Lecce doveva vincere una sfida importante con il Pisa e l’ha fatto. Noi dobbiamo fare la stessa cosa, perché la salvezza la conquista chi è più forte a livello mentale. Non a livello tecnico, tattico o fisico”.

Le difficoltà della difesa

“La domanda è difficile e la risposta è altrettanto complicata. In due partite su cinque da quando sono qui è successo, e così diventa difficile. Si può fare, ma senza mettere il tarlo nella testa dei giocatori. Si può fare alzando subito il livello di attenzione, chiamando a raccolta le risorse individuali di ciascuno”.

Il fattore casalingo

“Sarà determinante, parliamo di un aspetto fondamentale. I ragazzi hanno bisogno di incitamento e fiducia, ripeto ancora una volta che sono una squadra ordinata, seria nel lavoro e fin troppo razionale, non di difficile gestione. Magari vorrei qualcosa di più dal punto di vista comportamentale, perché a volte i giocatori che vanno “fuori dalla griglia” accendono un dibattito che può fare bene. Chiaramente sono aspetti positivi, ma poi il metterci qualcosa di proprio può essere determinante nel finale di campionato. Significa aggiungere qualcosa alla causa, anche rischiando il fallimento”.