Il Siviglia gli deve di certo il triennio d’oro che è una delle parti gloriose della sua storia. Certo, il club spagnolo si sarebbe poi subito ripetuto, fino alla sestina che ancora oggi è il record di vittorie in Europa League, un tempo Coppa UEFA. Tuttavia Unai Emery lega il suo nome a questa competizione e a quella successione di successi tra il 2013 e il 2016.
L’allenatore di origine basca ne avrebbe vinta un’altra, col Villareal, cinque anni dopo, consolidando un rapporto quasi magico con il secondo trofeo più prestigioso d’Europa. Adesso Emery si ritrova ad affrontare l’ennesima finale, stavolta alla guida di un Aston Villa tornato tra le grandi d’Inghilterra.
Il club d’oltremanica è tra i più gloriosi e titolati del calcio britannico. Venti titoli nazionali tra Premier e coppe, e una Champions League conquistata nel 1982, in finale col Bayern Monaco, grazie a una rete di Peter Withe. Impresa che i tifosi dell’Aston Villa non potranno mai dimenticare, contro una squadra di grandissimo valore, quel Bayern in cui giocavano uomini del calibro di Augenthaler, Breitner e Rumenigge. Oltre a quella Champions, gli inglesi vantano anche la conquista di una Supercoppa UEFA.
Dall’altra parte a contendere la quinta Europa League per l’allenatore di Fuenterrabía ci sarà il Friburgo. Blasone opposto, senza titoli degni di rilievo, di fatto tra le piccole di Germania. Il club tedesco proviene da una lunga storia di fondazioni, fusioni e rifondazioni dai periodi post bellici della prima e della seconda guerre mondiali, passando per fasi altalenanti della sua storia caratterizzata principalmente da una reputazione combattiva e mai rinunciataria.
I grifoni di Germania non godono dei favori del pronostico. Allo Tüpraş Stadyumu di Istanbul, il “Nido dell’Aquila” del Besiktas, l’Aston Villa dovrà fare la parte del leone. In Bundesliga il Friburgo ha chiuso al settimo posto, garantendosi la partecipazione alla prossima Conference League. L’Aston Villa invece in Premier è quarta, con ottime possibilità di disputare la Champions nella prossima stagione.
Schuster, allenatore dei tedeschi, dovrebbe schierare i suoi col 4-2-3-1, modulo speculare a quello di Emery. Il confronto, però, potrebbe prevedere maggiori propensione e iniziativa offensive da parte degli inglesi, più dotati tecnicamente e con Emery storicamente poco rinunciatario. Resta la tensione di una finale. Basta un episodio per capovolgere completamente un pronostico. Se da una parte c’è chi va a caccia di leggende, dall’altra c’è chi vuole toccare con mano un sogno mai immaginato prima.