Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo, ha parlato nel corso di un'intervista concessa a La Nazione tornando su quanto accaduto in settimana quando Mimmo ha soccorso un ciclista ferito, ignorato dai passanti.
Intervista a Berardi
Che cosa è successo?
“Erano le 14.30, stavo rientrando a casa dalla spiaggia quando ho visto un uomo a terra, era caduto per colpa della bici. Ero più avanti di lui, mi sono fermato e sono tornato indietro. Aveva il volto coperto di sangue, una spalla malmessa e si lamentava tanto, figurarsi con quel bollore”.Miracolo o normalità?
“Gli altri turisti in bici tiravano diritto, facevano finta di nulla. Mi sono fermato e ho chiesto a quell’uomo se andava tutto bene. No che non andava tutto bene, ho cercato di attirare l’attenzione richiamando a gran voce l’aiuto dei passanti ma nulla, fino a che è intervenuta Elisa Coppedè, titolare di un bar. I ragazzi del bagno Raffaelli sono arrivati proteggendo da i raggi del sole la testa del ferito con un ombrellone, altri hanno chiamato i soccorsi”.Siamo vittime dell’apatia sociale dominante?
“Beh sì è vero, ma vorrei ricordare che non ho fatto davvero nulla di speciale. Mi sono prodigato, d’accordo, ho fatto mettere del ghiaccio sulla spalla del poveretto. Lì in via Cavour la temperatura sfiorava i 40 gradi, immagino stando distesi per terra fosse anche peggio. Sì, mi sono messo nei panni di quell’uomo, ho saputo che lavora in una pizzeria. Per fortuna dopo venti minuti sono arrivati i soccorsi della Croce Verde”.Altro che Berardi la “testa calda”...
“Spesso i luoghi comuni nel calcio si attaccano come tatuaggi e sono difficili da togliere. Il fatto che mi sia comportato come un normale cittadino capisco faccia notizia, ma non dovrebbe essere così. Noi personaggi pubblici veniamo chiamati a dare l’esempio, son contento se ci sono riuscito”.