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FANTARACCONTI - Finchè esisterà il fantacalcio ci sarà sempre un motivo per essere felici in questa valle di lacrime

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO I VOSTRI FANTARACCONTI: QUESTA È LA VOLTA DI...


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Com’eravamo giovani 13 anni fa. Eravamo una banda di diciassettenni con quattro “peli” sul viso. Belli, forti, coi capelli e senza preoccupazioni. 13 anni fa non esisteva ancora l’Iphone e Fantacalcio.it, forse, non era nemmeno in programma.

Il Fantacalcio era una cosa piuttosto nuova.

Gli unici giocatori che conoscevi erano Bobo Vieri e Andriy Shevchenko, il resto era pura gioia e tanta ignoranza. Vigeva la regola di “Federica”. Vinceva quello che preferiva un sabato a casa per vedere gli anticipi a quello che usciva per rimorchiare. Il fantacalcista era quello oggi chiamiamo NERD, il tipo sfigato dal quale stare alla larga.

Oggi, però, alla soglia del 2020, qualcosa è cambiato.

Si perché il progresso tecnologico ha vanificato anni di week end spesi in casa. Nel tempo, infatti, la figura del fantacalcista si è evoluta. Il vincitore è paragonabile al celebre Desmond Doss del quale si narrano le gesta in “La battaglia di Hacksaw Ridge” (Solo che invece di una pioggia di bombe, bisogna schivare una serie di lacrime). Oggi, tutti si forgiano del titolo di “fantacalcista”. Tutti possono vantare competenze calcistiche. Per cui Lo Faso fa più tendenza del Bobone nazionale di turno.

Ed è così che, complice anche un gruppo allargato a 14 partecipanti, il giorno dell’asta è diventato un qualcosa di infernale. Il posto è sempre lo stesso. Una lurida saletta in cima al Vesuvio che nemmeno topi e blatte frequenterebbero.

Appuntamento ore 13 in punto. Alle 14.30 inizia ad arrivare qualcuno con un vistoso segno di cuscino sulla fronte, occhiale scuro stile saldatore ed un unico pensiero nella testa: caffè. Tutti in cerchio iniziamo a sistemarci. I più fortunati trovano addirittura delle sedie, altri invece si arrangiano come possono. Il presidente invece, viaggia in prima classe. Gli viene addirittura fornito un tavolino palesemente sottratto con la forza alla scuola media di fronte. Ma è giusto così.

Ore 15, ci siamo, si parte.

Il nostalgico di turno, lista alla mano, legge il primo nome: Abbiati. Applauso dei presenti che non nascondo qualche lacrima.

I portieri sono quasi una formalità, si passa subito ai difensori ed è qua che si vede che il vento è cambiato. Gente che fino all’altro ieri pensava che Criscito fosse un prodotto da cucina, oggi si svena per Kyriakopulos. Perché deve essere per forza il suo anno.

Sui centrocampisti, invece, cominciamo a fare sul serio. L’aria diventa irrespirabile, un po’ per le sigarette, un po’ per la tensione che si respira. Anche qui, però, oggetto di discussione sono gente del calibro di Amrabat e Petriccione. Anche per loro sarà l’anno giusto a quanto dicono. C’è chi realizza, che ancora una volta ha fatto una squadra di m****, c’è chi invece pensa già a come spendere i soldi della vincita.

Ed è in un misto di rassegnazione ed euforia che arriviamo agli attaccanti.

La domanda è una sola: chi prenderà CR7?

Il più improbabile, quello che non lo voleva, il sottoscritto. In 13 anni mai fatta nemmeno un’asta per un giocatore dei “senza colore” ed oggi mi ritrovo addirittura con il loro giocatore più rappresentativo in squadra.

Ma c’è chi è andato peggio. Gumus, La Mantia, Moncini, Falco, Paloschi. Sono stati presi tutti ma proprio tutti. L’asta finisce, la partita adesso si gioca su Whatsapp.

Insulti, lacrime, trattative, genitrici.

Ora che ci penso, qualche anno fa, non esisteva nemmeno Whatsapp.

Forse era più bello qualche anno fa ma vedere un gruppo di bestie sui 30 fare le stesse identiche cose di 13 anni fa è davvero commovente. Potranno arrivare matrimoni, bambini, denunce, decreti di sfratto ed estreme unzioni ma una cosa è certa.

Finchè il FantaNappi esisterà ci sarà sempre un motivo per essere felici in questa valle di lacrime.



Claudio - La mia Lega Fantacalcio 

https://leghe.fantacalcio.it/fantatevez

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