Per iniziare a raccontarvi questo Fantaracconto devo iniziare da lontano, da oltre un anno fa. Era giugno, faceva caldo, e io mi persi in uno dei soliti trip mentali in cui mi vedevo allenatore della nazionale italiana alle prese con le convocazioni... Impresa non semplice trovare i giocatori giusti. Una ventata d'aria fresca mi fa rinsavire dal sogno lucido, mi riprendo e torno a boccheggiare sul divano. Oramai però l'idea è instillata nel mio cervello: posso fare una nazionale competitiva? 

In agosto inizio a selezionare i nomi papabili, cercando nuove promesse e puntando sui miei soliti favoriti. Il giorno dell'asta arriva: mancano 24h all'inizio del campionato e tutto è deciso: la squadra quest'anno si fa tutta italiana

Visto che il racconto sarà lungo vi risparmio la gran parte dell'asta (fatta con 400mln). Dopo 4 estenuanti ore di nomi e rilanci guardo soddisfatto il mio taccuino:  

  • 3 milioni per Silvestri, Musso e Sepe (sono per i 3 portieri diversi), 

  • Acerbi, Biraghi, Cacciatore, Calabria, Conti, di Lorenzo, Izzo e Magnani ad occuparsi della difesa, per 73 milioni, 

  • Baselli, Bonaventura, Castro, Chiesa, Locatelli, Poli, Verdi e Zaniolo (soddisfattissimo della coppia Zaniolo-Chiesa strappata per soli 99 milioni), 

  • Belotti (il mio porta fortuna da 3 stagioni), Gabbiadini, Pinamonti, Sottil, Torregrossa e Immobile ("rubato" a 62 Milioni ad un amico che poi ha deciso di rifarsi con Insigne...). 

Mi sento soddisfatto, posso competere e andare a giocarmela alla pari. Ma gli imprevisti sono dietro l'angolo... Ben presto realizzo che quello che reputavo un italianissimo, Musso, è in realtà argentino: fuori rosa il primo. Appena 6 giorni dopo, ecco un'altra tegola: Biraghi all'Inter (ed io, da vero milanista, non metto né interisti, né juventini): fuori un altro. 

La coperta si accorcia, ma l'inizio di campionato è ben promettente: il reparto d'attacco rende, Izzo e di Lorenzo trovano qualche bonus e la porta sembra più solida di quanto pensassi. All'asta di riparazione poi mi libero di Musso con uno scambio: Gollini entra tra le mie fila. Biraghi lo svincolo invece per un Calderoni che mi faccia da tappa buchi. Infine lascio Torregrossa e mi lancio su Balotelli, mio ad un milione. 

Lentamente e a fatica consolido una soddisfacente seconda posizione, ma il primo è oramai in fuga: CR7, Zapata, Pasalic e Vlahovic lo stanno spingendo a largo. I sogni di trionfo con una squadra tutta azzurra iniziano a sfumare... Poi però la ruota gira. In novembre riesco a riportarmi sotto, a metà dicembre siamo in lizza, e pur avendo perso lo scontro diretto ho grande fiducia. 

Arriva gennaio. E con il freddo si raffreddano anche le mie speranze. Il reparto d'attacco non rende più, e Zaniolo mi fa ciaociao (crociato, stagione finita). Perdo una colonna portante della squadra. Nel mentre mi prodigo a salvare mio fratello cedendogli Silvestri per Reina, dato che il suo Gigio è fuori ed ha lo scontro diretto con il primo in classifica. La sfiga però ci vede benissimo. La giornata successiva Sepe mi fa ciaociao, resto solo con Gollini: ho bisogno dell'asta per risollevare le sorti. 

A febbraio ci riuniamo tutti e al volo mi libero di Sepe e Reina per Sportiello e Perin (lo scambio Reina per Silvestri, per risistemare le cose con mio fratello, non ce lo accettano). In difesa siluri Magnani e Cacciatore per Caldara e Ghiglione; a centrocampo dico tristemente addio ai miei 54 milioni e mi prendo Verre. Per dare una scossa ho bisogno però di molto di più: in attacco salutiamo Pinamonti e Sottil e diamo il benvenuto a Cutrone (<3) e il nuovo arrivato: Zlatan Ibrahimovic. 

"Zlatan? Ma non era una squadra di soli italiani?" direte. E avete ragione. Ma lui non è uno svedese, è Zlatan: dio Zlatan. Quindi lo prendo, tipo jolly: tutti italiani più dio. 

A questo punto la sorte inizia a temere l'ira del mio centravanti, la squadra torna a macinare risultati e punti: il primo torna alla mia portata. (Ah, nonostante il periodo pessimo rimasi sempre secondo - o terzo per un paio di giornate). Alla 27esima giornata capisco che la lotta per il titolo andrà avanti fino alla fine (pareggio con il primo). Poi lo stop. 

Il lockdown mette tutto in sospensione e rimescola le carte, nessuno immagina quanto durerà e come le squadre reagiranno. 

Alla ripresa lo shock. Lasagna alla 28esima e Dybala alla 29esima sono una doccia gelata. In 4 giornate faccio un unico punto. 

Addio sogni di primo posto? 

No, dalla 31esima anche il primo si blocca: 3 sconfitte in 3 giornate, ne approfitto per recuperare una parte di quei 13 punti di vantaggio che ha. Immobile però non collabora, si ferma e le sue insufficienze fermano la rimonta (ed io per dare posto a Ciro lascio in panca Gabbiadini e Cutrone diverse giornate, con i relativi gol). Arrivati alla penultima giornata non ho più speranze: il -9 dal primo è una sentenza. Ora il pericolo è non finire terzo (a parimerito con mio fratello ero), o peggio quarto (che è a -5). Lo scontro diretto proprio con il quarto è la sfida decisiva: mi serve un punto per andare a podio.   

La 37esima giornata non inizia bene: Gomez gli segna, Gollini mi prende un gol, ma 10 giocatori a testa devono ancora giocare. Al termine delle gare delle 19:30 ci sono andati a rete rispettivamente Ibrahimovic (doppietta) e Immobile per me e Rebic, Berardi e Faraoni per lui. A questo punto capisco che:  

  1. è una sfida tra pesi massimi, 
  2. sto rischiando davvero tanto, il prospetto è quello di un impietoso 3-2 per lui. 

La sera scendono in campo i nostri ultimi giocatori: Chiesa e Castrovilli vs Smalling, Veretout e Dzeko. A fine primo tempo leggo una ulteriore condanna: 88 per lui, 80 per me: sarebbe un 4-3, con peraltro il mio più alto punteggio stagionale. Ma la dea dello sport sa premiare talvolta che merita. Nel secondo tempo Chiesa sfodera il talento da campione: 3 gol e la salvezza per me. Finisce 93 a 86.5, 5-4, partita più combattuta del campionato e mio record storico di punteggio assoluto in una partita. Contemporaneamente mio fratello perde. Il secondo posto è aritmeticamente mio: la differenza punti totali è abissale, se anche all'ultima dovesse battermi nel derby casalingo. 

Dopo un campionato di 11 mesi, svariati infortuni, speranze e momenti duri, eccoci qui in attesa dell'ultima di campionato, sicuri del proprio piazzamento. 

Con una media punti per partita di 73.43 (contro 72.94 del primo), 16 vittorie, 12 pareggi, 9 sconfitte e 383 punti di bonus totali contro soli 66 di malus, sono finalmente felice di affermare che: sì, si può fare una nazionale italiana competitiva. 

La sfida è stata vinta. Certo, fossi stato più accorto avrei potuto schierare talvolta formazioni migliori, arrivando a giocarmi il titolo di campione... Poco importa, Ac Cipigna non si lamenta di un secondo posto, avanti tutta verso il prossimo campionato: magari non più con soli italiani, ma sicuramente con Zlatan! 

Lorenzo - La mia Lega Fantacalcio