Beniamino dei fantallenatori, Luis Alberto ha concesso una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Tra i vari temi toccati, Nico Paz e poi la sua Lazio: questo uno stralcio delle parole dello spagnolo.

Lazio, le parole dell'ex Luis Alberto

Cos’è che la sorprende? 

"Sono gruppo, sono squadra. Anche nei momenti difficili riescono a superare lo scoglio giocando a pallone. Difendono bene, sono compatti e non si spezzano mai. Col Sassuolo, quando Thorsvedt ha pareggiato dopo un minuto, hanno continuato ad attaccare e alla fine hanno vinto ancora". 

Il segreto per restare in alto qual è? 

"Pensare partita dopo partita. Non devono farsi condizionare dalla classifica e da ciò che si dice...". 

Si riferisce allo scudetto? 

"Sì. Ora è giusto non parlarne, ma se tra gennaio e febbraio saranno ancora lassù, sarà un’altra storia". 

Questa Lazio somiglia un po’ alla sua? 

"Difficile dirlo, ma ha la nostra spensieratezza". 

Nel 2019-20 quand’è che avete pensato di poter lottare per vincere? 

"Ci abbiamo iniziato a credere piano piano, anche se pensavamo partita dopo partita. Si creò una magia irripetibile, qualcosa che ci portò a dire “beh, forse si può fare...”. Ricordo l’ultima partita con il Bologna prima che il mondo si fermasse: 2-0 in un Olimpico strapieno. Segnammo io e Correa. Chissà come sarebbe andata". 

Quella Lazio avrebbe vinto il campionato? 

"L’ho sempre detto e sempre lo dirò: per me sì. O comunque ce la saremmo giocata fino alla fine". 

In questa Lazio diversa chi l’ha sorpresa di più? 

"Zaccagni sta tornando al suo livello, e poi sono stracontento per Mandas: se la Lazio ha la seconda miglior difesa il merito è anche suo". 

Oggi chi è il “nuovo” Luis Alberto? 

"Nico Paz: ed è più forte di me".