Episodio di rilievo nel Consiglio federale di questa mattina. Il presidente della Lazio Claudio Lotito non ha potuto partecipare, in quanto respinto dal numero uno della Figc Gabriele Gravina considerata l'inibizione per un anno per il caso tamponi. Di seguito lo sfogo del patron biancoceleste ai cronisti presenti fuori la sede di via Allegri.

Consiglio Federale, le parole di Lotito

"Che farò? Non si preoccupi, ci pensano gli avvocati. Se sono dispiaciuto? Lasciate perdere i commenti personali. Il diritto non viene interpretato, ma viene applicato. Dire che la sentenza non preveda l’annullamento del provvedimento probabilmente è una lettura completamente diversa da quella che è la sentenza stessa. Ce l’avete, la potete leggere, poi capite se è stato annullato quanto aveva conferito e se la sanzione esiste ancora. Mi si impedisce di esercitare il mio diritto di consigliere federale, eletto democraticamente. Ora vedremo con gli avvocati, io sono un uomo libero. Non possono aspettare cosa verrà deciso, le sentenze sono immediatamente esecutive. Questa è la storia. Quando c’è un provvedimento di un giudice deve essere applicato. Non so quale sentenza leggano… Peraltro sentenza a loro notificata, sapevano fin dal 7 di settembre che avrei avuto titolo a partecipare.

Poi sono uscite le motivazioni, hanno chiarito i termini della sentenza, mi avevano contestato culpa e negligenza annullata, responsabilità diretta annullata. Annullati tutti i capi di imputazione. Rinviato perché non hanno tenuto conto dei pareri degli esperti scientifici, questo aspetto ha minato l’applicazione di un comportamento che era nel rispetto delle regole, soprattutto per il presidente in una società in cui ci sono 17 medici, 1 direttore sanitario, 1 responsabile medico, non capisco che responsabilità possa avere io sull’applicazione delle norme. Ma sulla mia posizione era stato ampiamente chiarito quali fossero i termini e che tipo di violazioni interpretative abbiano fatto gli altri".

Lotito (Getty)