Federico Dimarco è l'MP della Serie A. Una stagione clamorosa chiusa con 7 gol e 17 assist in campionato, uno scudetto ed una Coppa Italia in bacheca. Il terzino dell'Inter ha parlato ai microfoni di Sky Sport dove ha commentato il momento.
Le parole di Dimarco
"Fa un bell'effetto, anche perché di solito questi premi qui li vincono gli attaccanti. Vincerlo da esterno di centrocampo è qualcosa di incredibile, essere il primo italiano a conquistare questo premio mi riempie di orgoglio, faccio fatica anche a descrivere cosa ho provato, quando sono venuto a saperlo sono esploso di gioia, non me l'aspettavo ed è stato il frutto del lavoro fatto in questi anni".
Una dedica:
"Mi piacerebbe veramente dedicarlo a chi mi ha detto che ero finito alla fine dell'anno scorso. Posso fare esempio: c'è chi diceva che dovevo essere venduto, chi diceva che non reggevo più di 35 minuti, che non sapevo difendere. Quando certe cose le leggi fanno male, ma la verità è che cerco sempre di dare il mio massimo, a volte non fai la prestazione che vorresti, ma quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do più del 100%".Se il double cancella le sofferenze del passato:
"Non è che le cancella, cerca un po' di ripararle. Perdere la finale di Champions, arrivando in fondo a giocarsi tutto... Non è stato facile ripartire, lascia delle incredibile. Questo è stato l'anno della ripartenza, abbiamo tirato fuori qualcosa di incredibile, tutto parte dalla squadra, dal mister, dallo staff. Chivu ci ha tirato su il morale, è stato importante a inizio stagione. Già dal Mondiale per Club mi ha detto subito parole forti, sapeva che avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso e devo dire che piano, piano, sono riuscito a ritrovarla e a fare questa stagione qua. Adesso che è finito tutto, ti dico che fa veramente piacere fare 18 assist, non me lo aspettavo".Sul più bello:
"Quello con il Torino lo metto al secondo posto, al terzo ci metto quello per Pio perché fatto in un momento delicato e importante, mentre al primo posto c'è quello fatto a Bonny contro la Lazio in casa".Sui complimenti di Mancini:
"Mi ha fatto esordire all'Inter e in Nazionale. È stato il primo vero allenatore che ho avuto in carriera, mi ha fatto un regalo immenso".Sulle parole di Bonazzoli:
"Ero talmente piccolo quando ho iniziato all'Inter che, aver fatto tutta la trafila... Al di là dei complimenti, mi fa piacere che mi ricordano per la persone che sono".Sull'avere gente crescita nell'Inter:
"Tornare è bello, ma quando lo fai, per rimanere all'Inter, devi stare sempre a un livello altissimo. Non so neanche quanto bene voglio a Pio, per il ragazzo che è, ma anche per come si è posto. La stessa cosa vale per chi tornerà anno prossimo come magari Ale Stankovic, lo spero... Lo portavo al campo a 17 anni, è un piccolo fratellino. Pio può fare ancora meglio, diventerà fortissimo, l'ha già dimostrato e per Ale è la stessa cosa se avrà la bravura di resterà qua".Su Juric:
"Per me è stato importante, all'inizio con lui non giocavo, ma piano, piano con il lavoro mi ha fatto crescere come giocatore e come uomo".Sulla Champions:
"Aver fatto due finali in 4 anni è frutto del lavoro, non mi piace fare promesse e dire che possiamo vincere la Champions l'anno prossimo, ma cercheremo di fare il massimo per andare avanti il più possibile".Se è il momento più bello della sua vita:
"Sì, abbiamo fatto una stagione incredibile, abbiamo vinto 2 trofei, io e mia moglie aspettiamo un altro bambino... Siamo felicissimi".