Il futuro allenatore della Sampdoria è stato praticamente scelto: Roberto D'Aversa è a un passo dal firmare e a confermarlo ci ha pensato proprio il presidente dei blucerchiati Massimo Ferrero. Queste le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni de "La Politica nel Pallone", su Gr Parlamento.

Sugli obiettivi

“Il mio auspicio è di arrivare a riprenderci l’Europa. Roberto (Mancini, ndr), che io conosco, è una persona molto intelligente, è un grande allenatore: ha avuto il coraggio di mettere l’eccellenza giovanile del calcio italiano e sta avendo buoni risultati”. 

Sull'abbraccio Mancini-Vialli

“Un’emozione forte. Lì si vede l’amore per il calcio, anche se è un’altra epoca e non è più quel calcio lì, però vedo che vince l’amore. Tutti mi dicono che non ho preso l’allenatore, non l’abbiamo fatto perché è cambiata un’epoca, dobbiamo essere più attenti. Se pensate che Messi non è ancora stato rinnovato, qualche domanda me la farei. Oggi ci sono le grandi, le medie e le piccole: Lukaku, se lo chiama la Sampdoria, non viene. Gli stipendi sono andati alle stelle, è un calcio meno cuore e più finanza”. 

 

Sul prossimo allenatore della Sampdoria


“L’allenatore già ce l’ho, non sono un kamikaze. Sono un signore che rischia sempre, non lo annuncio per un fatto scaramantico: lo annuncerò il giorno 4. Allora dirò questo agognato allenatore, avete fatto una serie di nomi importanti. Dopo Ranieri, che fa 52 punti, non posso sbagliare l’allenatore. Molti scrivono che vogliono risparmiare: no. Voglio individuare una persona che sappia valorizzare le caratteristiche dei miei giocatori. Non posso rifare una squadra, il calcio è cambiato”.

 

Sulla Superlega


“Ci sono costi incredibili. Ci sono giocatori che costano cifre altissime. Tutto il rispetto per Lukaku: grandissimo giocatore, ma non lo avrei pagato 70 milioni. Perché con quella cifra mi compro due Chiesa, o tre giocatori che possono diventare Lukaku. Con la Superlega, avendo dei costi molto alti come per esempio li ha la Juventus, dei monti ingaggi altissimi, hanno provato a fare una roba europea. Così hanno detto loro, almeno. Invece così si uccideva il calcio italiano ed europeo. È sempre una questione di ricavi. Io ho fatto la squadra femminile e sono rimasto meravigliato. Una top player della femminile prende 30-40-50 mila euro. Un top player del maschile prende 5-6-7 milioni. Poi parliamo di disparità e uguaglianza. Siamo andati troppo oltre con questi costi”.

Su Damsgaard


“Oggi non so quanto vale perché non è in vendita, me lo tengo stretto e lo facciamo crescere, perché voglio arrivare a farci quei famosi soldi che ho nominato prima. Per me vale una forbice da 30 a 50. È come la canzone: uno su mille ce la fa. Lui ha talento e andrà lontano”.

Ancora sull'allenatore

“L’allenatore l’ho deciso, è stata una decisione faticosa. Io vengo dal cinema: ho capito che per non sbagliare allenatore prima devi capire l’uomo. Ormai non è un fatto tecnico o tattico, è un fatto mentale. Io devo prendere un allenatore simile a Ranieri, che abbia le stesse caratteristiche. Un Ranieri di vent’anni prima, che però mi faccia giocare i giovani. Vedete se capite chi è. D’Aversa?? Fuochino. Giampaolo? Acqua. Iachini? È il salvatore del calcio italiano, ma è acqua.

Su Pirlo e Gattuso

?“Mi sarebbe piaciuto prendere Andrea, ci ho pensato tanto. È un fuoriclasse, però lui avendo allenato la Juventus non avrebbe avuto la testa per venire alla Sampdoria. Gattuso? Magari! Lo amo, ma mi ha già detto no una volta e gli ho portato fortuna perché poi è andato al Napoli. Non so se è stata la sua fortuna o meno. Lui è un bravo motivatore”. 

 

Su Faggiano

“Vediamo. È tesserato col Genoa, se si libererà potrebbe essere una buona idea”.