Intervistato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Andrea Pirlo ha commentato così il momento del calcio italiano e ripercorso alcuni momenti della sua carriera, ma attualizzati al calcio di oggi.
Pirlo, le sue parole alla Gazzetta
Andrea, quanto sono lontane le squadre italiane da poter vincere di nuovo la Champions League?
"Parecchio, in questo momento. Negli ultimi anni l'Inter ci è andata vicina: col Manchester City nel 2023 se l'è giocata, a differenza del Psg lo scorso anno. Ma credo che in questo momento ci siano tante altre squadre molto più forti delle nostre".Cosa crede manchi, per poter rivedere le italiane nuovamente competitive nella massima competizione europea: talento, investimenti, idee?
"Un po' di tutto, anche la mentalità di fare un calcio diverso. Se vedi le squadre che arrivano a giocarsi le finali, hanno comunque un calcio offensivo, giocatori di qualità. E certo, hanno anche investimenti che noi non possiamo più fare. Una volta i migliori giocatori venivano in Italia, adesso vanno da altre parti e questa è la differenza".Lei è stato uno dei migliori della sua generazione: Pirlo nel 2026 giocherebbe in Italia o altrove?
"In questo momento che l'Italia non è più il top dei campionati giocherei sicuramente in Premier".Qualche stella in A ci passa ancora, ma poi non ci rimane. Come Kvara, protagonista col Napoli prima di andare al Psg con cui sta cercando la seconda Champions di fila. Era impossibile tenerlo?
"Impensabile oggi. È giusto che guadagni quello che sta guadagnando, che lo paghino quello che lo hanno pagato. Le altre squadre hanno più opportunità e anche più soldi per poter arrivare a certi giocatori, per poterli sviluppare. Le nostre squadre non sono più tornate al livello in cui possiamo giocarcela con gli altri campionati".Pensa sia possibile tornarci, a quel livello?
"Bisognerebbe fare delle riforme per incentivare le società a investire. Purtroppo però siamo fuori dal Mondiale da 3 edizioni ma non è cambiato niente".Le dà fastidio questa situazione?
"Sì, sono triste perché vedere l'Italia che non fa il Mondiale per tre volte dispiace. I miei figli vorrebbero vedere l'Italia, io vorrei vedere l'Italia. Il Mondiale è un momento per tutti per stare insieme, per riunirsi. E quando gioca la Nazionale al Mondiale è sempre bello: te lo ricordi da quando eri piccolo cosa facevi in quel momento, con chi eri. Purtroppo tre edizioni con l'Italia che non fa il Mondiale è triste per tutti. Da noi troppi 0-0, per vedere un tiro devi spegnere la tv".