Ritmi alti, crescita dell’intensità di gioco e aumento dello spettacolo: il restyling della Serie A non si ferma alla vetrina, ma diventa ancora più apprezzabile andando a dare uno sguardo più approfondito alle grandi differenze che stanno risaltando rispetto allo scorso anno: ecco lo studio di Math & Sport, riportato dal sito della Lega.

La prolificità della Serie A

Lo scorso anno di questi tempi parlavamo delle difficoltà delle squadre italiane nel fare gol: partite che finivano 0-0, spettacolo più tattico che tecnico – al netto di qualche eccezione che conferma la regola – e record di sterilità offensiva che venivano messi in discussione giornata dopo giornata.

Oggi il vento sembra decisamente cambiato: ancora nessun pareggio a reti bianche dopo 5 giornate, per un primato – stavolta sì, da battere senza rimpianti – che vede la stagione in corso mettere a rischio quello del 1949/50, quando la prima partita senza gol si registrò alla settima giornata (toccò ad un Milan-Lazio in versione quantomai autunnale rompere l’idillio).

E così la Serie A fa la sua figura anche in confronto ai top campionati europei: una media gol per partita superiore a Premier League e Ligue 1, vicina ai numeri registrati nella Liga spagnola, per altro fortemente influenzati dalle 31 reti in 7 partite targate Barcellona.

(Lega Serie A)

La crescita del valore medio di gol per partita non è assolutamente casuale: esaminando più da vicino la produzione offensiva delle squadre di Serie A, possiamo notare come tutti i dati legati alla produzione siano migliorati.

Non solo: rispetto alle prime 5 giornate della stagione 2025/26, le squadre stanno arrivando a concludere con più frequenza dall’interno dell’area di rigore, alzando quindi il valore medio di gol attesi attribuibile ad ogni conclusione verso la porta, mostrando un trend più simile a quello visto nella seconda parte del campionato scorso, in cui i valori erano assimilabili a quelli che stiamo registrando nel primo scorcio della stagione attuale.

(Lega Serie A)

Un ecosistema che cambia

I dati raccontano di un mondo che sta cambiando sotto più punti di vista: la Serie A si sta muovendo verso un’interpretazione del gioco più internazionale e contemporanea, grazie anche agli adattamenti delle direzioni arbitrali che stanno favorendo – non solo in virtù dei cambiamenti nei regolamenti promossi in estate dall’IFAB – partite meno soggette a interruzioni e di conseguenza più gradevoli in partenza.

Parametrando l’andamento delle prime 5 giornate di questa stagione con lo stesso orizzonte temporale della scorsa, le differenze sono evidenti.

(Lega Serie A)

La direzione intrapresa è quella del favorire il gioco, che si sta allungando verso l’orizzonte dei 60’ in media: in Atalanta-Bologna (2° giornata), il tempo effettivo ha raggiunto addirittura i 70 minuti, record in questo primo mese abbondante di partite.