Jack Calò è uno dei grandi protagonisti dell'ottimo avvio di stagione del Frosinone in questa Serie A e al Fantacalcio. Proprio il centrocampista ciociaro è intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport parlando del suo arrivo nel club canarino e non solo. Ecco le sue dichiarazionI:
Frosinone: le parole di Calò
«Sono arrivato in una squadra che aveva schivato i playout l’anno precedente. I pensieri a inizio stagione erano altri, senza pressioni e obiettivi. Questo ci ha tenuto la mente libera. Poi sono arrivati i risultati, ma non si può pensare che siano stati casuali, semmai frutto di una mentalità di gioco, di una idea specifica di calcio, di tutto un contesto. Così abbiamo sovvertito le graduatorie anche rispetto a chi aveva la squadra più attrezzata. E noi siamo questi, gli stessi anche oggi. Solo che in Serie A cambia il palcoscenico e ti vedono di più».
PASSATO TRA SAMP E GENOA - «Che devo dire, a volte scattano dinamiche che non conosci fino in fondo. Sì, la Samp mi lasciò libero, il Genoa forse non mi ha mai visto sul serio. Ho fatto un paio di settimane di ritiro senza essere nei piani. Ho imparato che nel calcio di meritocrazia non ce ne sta troppa. Così come spesso ad un giovane italiano si è preferito uno straniero, con danni a tutto il movimento».
ALVINI - «Il mister è molto diretto, è chiaro, si fa capire o almeno noi lo abbiamo capito dallo scorso anno. Io ero arrivato allora, ma chi era già in squadra mi aveva confidato come fosse necessario un tecnico come lui, con la sua personalità, le sue idee. Una ventata di aria fresca. L’entusiasmo dei più giovani è stato un supporto importante alle sue idee. Ma anche noi più maturi siamo andati in scia con le sue richieste e penso si sia visto. Chiede ritmo: con e senza palla».
PARAGONE CON PIRLO - «Mah, davvero troppo. Ma chi la dice ‘sta roba qua? Non so come sia uscita. Pirlo è un gigante, inarrivabile, io sono al primo anno in A».
OBIETTIVO SALVEZZA - «Noi veniamo dal record di punti in B per il Frosinone, 81 l’anno scorso. Non serve parlare di qualcosa che tutti sentiamo addosso. Siamo pronti a provare a scrivere un altro pezzo di storia. Restare in A lo sarebbe senza ombra di dubbio: anzi sarebbe la Storia con la s maiuscola».