Nella mattinata di oggi si è riunito il Consiglio Federale, a margine del quale ha parlato Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Le parole del candidato alla presidenza della FIGC sulla situazione che sta vivendo nelle ultime ore il calcio italiano.
Le prole di Abete
Sul polverone intorno al calcio italiano:
"Bisogna distinguere, con rispetto, la comunicazione che in questo momento non è positiva perché ha determinato certi effetti da quello che è l'approfondimento dei fatti da parte degli organi preposti. C'è massima fiducia in primis nella giustizia sportiva e poi nella giustizia ordinaria".Sul commissariamento:
"La logica con cui propongo riflessioni è di andare in linea di continuità rispetto a quella che è una situazione di dialettica. Con la personalizzazione c'è il rischio di dimenticare l'approfondimento dei contenuti, ma se ci sono problemi nel mondo del calcio è proprio per questo. Nella negatività di ciò che è accaduto, questa è un'opportunità per focalizzarci sui problemi. Se li nascondiamo dietro le persone commettiamo un errore. Come ho sempre detto serviva un approfondimento dei contenuti, poi una volta trovata la ricetta condivisa si va ad individuare il nome. Ci deve essere uno sforzo per trovare una soluzione quanto più condivisa possibile".Sulle minacce di Ceferin:
"Se è successo qualcosa stamattina non lo so… Quando ci sono momenti importanti e di rispetto per le persone è giusto stare attenti. Avevamo tanti problemi all'ordine del giorno, quindi se ci sono situazioni emerse in mattinata non ne sono a conoscenza. Io leggo i giornali fisicamente, non ho visto situazioni esplosive".Sull'opinione pubblica:
"L'opinione pubblica può essere legata ai sondaggi, che spesso ci azzeccano. Un quotidiano non sempre riporta l'opinione pubblica, a volte parla delle sue direzioni editoriali".Sul paragone con Calciopoli:
"Siamo in una fase iniziale e sarebbe un errore dare giudizi. È presto".Sull'inserirsi in un sistema pieno di scandali:
"Ho vissuto per anni da dirigente questo mondo. Non si può avere la presunzione di risolvere tutti i problemi da soli, io voglio rimboccarmi le maniche, avere la logica del confronto e del rispetto delle diversità. Il Commissariamento per me non è mai una soluzione. Abbiamo avuto tanti commissari e siamo sempre ripartiti, perché è questo il calcio. Ripeto, il commissariamento non è mai una soluzione".