Enrico Delprato, difensore e capitano del Parma, ha parlato nel corso di un'intervista concessa a Parma Roots.

Intervista a Delprato

Al Parma ti sei trovato bene subito?
"Sì, mi hanno accolto bene fin dai primi giorni. C'è anche una somiglianza tra Bergamo e Parma, sono piccole ma se ti serve qualcosa hai tutto a disposizione. La gente è riservata ma disponibile e educata, nonostante il primo anno sia stato difficile poi siamo stati promossi. Quest'anno bisogna continuare a dimostrare di essere all'altezza".

Sei stato nominato capitano giovane:
"Quando Pecchia me lo ha detto avevo l'incognita di accettare, avendolo fatto solo nel Settore Giovanile. E' stata colta come una bella cosa ma anche come una responsabilità. Devi essere un esempio per i compagni e devi sistemare alcune dinamiche nello spogliatoio e magari a 23 anni fai fatica. E' molto bello però, fuori dal campo devi svolgere un lavoro che non si vede ma è comunque importante. E' una responsabilità ma fa piacere".

 

Al Parma c'è un posto in cui ti trovi bene?
"E' scontato dire lo stadio, ma ci sono veramente legato. Anche al parco Cittadella sono legato, che so che prima era il campo di allenamento del Parma. Nella prima casa a Parma, avevo il balcone che si affacciava sul parco, ho questi ricordi di quando la mia fidanzata andava all'università e andavamo al parco per parlare, io la interrogavo sulle materie. Sono legato quindi alla Cittadella, poi quando vedi i ragazzini che giocano è bello, è un bell'ambiente".


Dopo il calcio?
"Mi piacerebbe rimanere nel calcio. Mi piacerebbe scoprire ragazzi che sono destinati a rimanere in serie minori se non gli viene data una possibilità. Scoprire talenti nascosti è una cosa che mi piacerebbe fare, è presto per dirlo ma mi piace fare qualcosa di attinente al calcio".

Sogno nel cassetto?
"Andare a migliorare, alzare sempre l'asticella. Io l'anno scorso avevo ricevuto una pre convocazione in Nazionale, credo sia il sogno di tutti i ragazzi. Mi ritengo però fortunato perché uno dei miei sogni era giocare in Serie A e a San Siro e ci sono riuscito".