La stagione si è conclusa ed è tempo di tirare le somme. Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato ai microfoni di Radio Anch'io lo sport dove ha provato a fare un bilancio stagionale.
Le parole di Simonelli
Sulla stagione:
"È stato un campionato combattuto e bello da vedere, complimenti al Como passato in 4 anni dalla Serie D alla Champions. Credo non sia mai successo, complimenti per la programmazione. Ma complimenti anche alla Roma per il ritorno in Champions e al Lecce per la salvezza. Direi un bilancio positivo rovinato da questo finale di ieri che tutti avremmo voluto evitare. Il calcio italiano è ancora apprezzato, non sono d'accordo che sia un disastro visto che i dati di audience e di pubblico allo stadio vanno in un'altra direzione"Sui derby:
"Niente derby nei finali di campionato? Questa è una cosa di cui dovremo tenere conto nel dare le 400 e oltre variabili a chi crea il calendario. Ci sono variabili sportive e non sportive, sicuramente inseriremo un parametro per evitare i derby a fine stagione. Ma la perfezione non è di questo mondo. È surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se una partita si può o non si può giocare. Non ho mai capito la sudditanza psicologica che società e giocatori hanno nei confronti dei tifosi delle curve. I tifosi sono quelli di tutto lo stadio. Non solo quelli delle curve, è una cosa che a me non piace".Sul caso derby di Roma:
"Avere il derby in contemporanea con la finale ha creato qualche problema, poi risolto. Abbiamo fatto un piccolo gesto anticipando alle 12, anche per rasserenare gli animi. Ci auguriamo che l'anno prossimo Mattarella possa venire ad assistere alla finale di Coppa Italia. Il prossimo calendario sarà annunciato il 5 giugno a Parma, per consentire ai tifosi di conoscere quando e dove giocheranno le loro squadre e organizzare le trasferte".Sulla riduzione delle squadre:
"Campionato a 18 squadre? Ricordo sempre che una eventuale modifica del format può passare solo con un accordo con le altre componenti, quindi può essere deciso solo a livello federale".Sulla contemporaneità:
"Il fascino delle partite in contemporanea è grande, per chi come noi si ricorda i tempi di quanto si ascoltavano alla radio. Ma oggi ci sono esigenze televisive di audience, per cui il famoso 'spezzatino' è quello che paga di più".Sulle gare all'estero:
"In futuro ci sarà la possibilità di esaminare anche partite di campionato all'estero. Questo fa parte dei programmi codificati oggi anche da Uefa e Fifa. Mentre prima non esisteva alcuna disposizione, oggi si può fare seguendo una procedura che è quella che abbiamo seguito in maniera estemporanea per proporre Milan-Como a Perth".