Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista del Parma Mandela Keita si è raccontato a trecentosessanta gradi, dalle sue origini alle ambizioni nel mondo del calcio.
Parma, le parole di Keita
"Sono cresciuto da solo con mia mamma. Ho visto cose che un bambino non dovrebbe vedere, mia madre che faceva due lavori e, siccome non c’erano soldi, a volte non mangiava per dare il cibo a me. Adesso che, oltre a lei, ho due fratelli gemelli e una sorella, mi sento il capofamiglia. Loro non sono i miei fratelli, sono i miei piccolini. Il calcio è uno strumento per guadagnare e per far stare bene la mia famiglia. Amo il dribbling. Quando posso dribblare, come facevo quando ero bambino e giocavo da centravanti, sono davvero felice".
Il messaggio ai razzisti
"Rispondo con un sorriso. Credo sia l’unico modo per combattere chi la pensa così".
Il rapporto con Cuesta e Chivu
"Custa è intelligente. Prima di cominciare a Parma ci siamo sentiti al telefono e non abbiamo parlato di calcio ma di vita. Mi ha fatto subito un’ottima impressione. Chivu mi ha insegnato a credere in me. Non posso che ringraziarlo".