Gerry Cardinale vuole riportare il Milan in alto e lavora per affiancare a Ruben Amorim un nuovo direttore sportivo dopo aver condotto in estate il mercato in prima persona.

Le necessità di Amorim e la gestione dello spogliatoio

Ruben Amorim non può fare tutto da solo. Cardinale lo ha capito perfettamente e vuole costruire una dirigenza di primissimo livello. Dopo i tagli arrivati a maggio per la mancata Champions, la società era ripartita appoggiandosi alle risorse interne, ma è palese come ora serva un vero uomo di campo.

Ibrahimovic resta "confinato" al ruolo di consulente per RedBird; non a caso a Milanello si è rivisto solo alla vigilia del match col Benfica, dopo un'assenza di ben sei mesi.

All'allenatore serve un dirigente che viva la squadra quotidianamente, che lo assista nelle decisioni e gestisca il gruppo in sintonia con lui. La vicenda di Modric, sostituito all'intervallo con la Lazio e rimasto in panchina col Benfica, dimostra la necessità di dividersi i ruoli del "buono" e del "cattivo", cosa che un mister non può accollarsi in solitaria.

Nel frattempo, la gara col Lecce potrebbe aver inaugurato una svolta tattica che potrebbe diventare definitiva dopo la sosta. Amorim ha varato un 4-2-3-1 che mutava in 4-4-2 in fase difensiva, provando ad adattarsi con intelligenza a una rosa forse oggi incompleta. Un cambio di modulo che potrebbe durare almeno fino all'apertura del mercato, dove si cercherà un laterale e soprattutto un vice Ramos, considerando Camarda ancora un po' acerbo.

Krösche in pole, ma Cardinale valuta anche Boto

Intanto però, la ricerca della figura giusta va avanti a fari spenti. Stando alle varie indiscrezioni, il favorito assoluto per il ruolo sarebbe Markus Krösche.

Sebbene da Casa Milan filtrino smentite, in Germania sarebbero ormai certi di un suo addio imminente all'Eintracht Francoforte, nonostante il contratto valido fino al 2028. Sarebbe un innesto mirato: Krösche, oltre a generare sistematicamente plusvalenze, ha vinto l'Europa League e spinto il Lipsia fino alla semifinale di Champions.

Il casting milanista però non è finito. La dirigenza valuterebbe anche piste alternative. Un nome caldo sembrerebbe essere quello del portoghese José Boto, oggi al Flamengo con cui ha alzato la Copa Libertadores, che conosce molto bene Amorim per via dei trascorsi comuni al Benfica.

Occhio anche a Devin Özek, fresco di separazione dal Fenerbahçe e vero artefice del miracolo Bayer Leverkusen in Germania.

Infine, sullo sfondo, circolerebbe la timida suggestione Piero Ausilio. Per competenze ed esperienza l'ex Inter sarebbe forse l'identikit ideale per la dirigenza, ma i suoi quasi trent'anni in nerazzurro pesano.