In casa Torino si apre un nuovo corso con Roberto D'Aversa. Finita l'avventura di Marco Baroni sulla panchina dei granata, fatale la sconfitta pesante subita in quel di Marassi contro il Genoa. Una situazione di classifica che non sembra ancora compromessa ma che rischia di complicarsi da un momento all'altro, ecco perché il club ha preferito dare una sterzata con il cambio in panchina.

Torino, le prime parole di D'Aversa

Oggi si è presentato, Roberto D'Aversa, alla piazza granata. Ecco le sue prime parole da allenatore del Torino.

"C'è sempre rispetto per un collega esonerato. Scegliere me come soluzioni dei problemi è un orgoglio, il Toro ne ha e bisogna essere realisti: siamo vicini alla zona retrocessione, è una posizione che non compete a questo club. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, arrivo con grande entusiasmo perché non mi era mai successo di stare a casa così tanto tempo".

Sul contratto breve

"Tutti vorrebbero iniziare la stagione d'estate per interpretare il gioco in base alle caratteristiche dei giocatori. Ma se a 4 mesi dalla fine del campionato ti chiama il Toro, devi rispondere presente. Il valore del Toro non merita questa classifica, non ho avuto alcun ripensamento: ho fatto subito le valigie. Parliamo di un club storico".

Su come si migliora

"Il Toro ha 9 clean sheet e la peggior difesa: è uno degli aspetti da migliorare, di solito la differenza reti corrisponde alla posizione di classifica. Cosa cambiare? Riportare entusiasmo, nel calcio bisogna capire che siamo fortunati: c'è stato uno scossone con questo cambio allenatore, devo dare certezze e migliorare vari aspetti".

Sul possibile cambio di modulo

"Sono valutazioni che si fanno direttamente in campo. Qui ci sono tanti difensori centrali e solo due terzini di ruolo, la disposizione più consona è quella di partire a tre. Ma non è il modulo che ti fa subire meno gol, è l'atteggiamento. Questo club ha messo sempre sul campo tutto ciò che aveva nelle gambe e nel cuore".

Su Anjorin, Marianucci e Ismajli già avuto all'Empoli

"Non ho parlato con loro, solo con Petrachi e Cairo. Non mi piace parlare con i miei ex giocatori quando non sono l'allenatore. L'anno scorso tanti ragazzi erano giovani, facevo un po' da padre e consigliere per loro. Anjorin veniva dal Chelsea, la sua storia parla di tanti infortuni ma l'anno scorso ha giocato tanto. Marianucci ha fatto un bel percorso, con il lavoro ha ribaltato le gerarchie e ha fatto un ottimo campionato. Ismajli ha fatto il miglior campionato suo, ma anche lui ha avuto problemi: è un guerriero, ha giocato con una mano fratturata. Difficilmente si ritrovano questi giocatori al giorno d'oggi con questo spirito".

Su Baroni

"Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ma non voglio essere influenzato dal passato. Lo chiamerò, ma adesso voglio vedere cosa ci sarà con il nostro lavoro. Voglio rimanere pulito, valuto in base a ciò che vedo".

Un appello ai tifosi

"Qua ho fatto tante battaglie. E' diverso giocare con il pubblico o con lo stadio, la squadra ne ha bisogno ma deve anche dimostrare di invogliare di nuovo il pubblico: dobbiamo ragionare sull'obiettivo, che è la salvezza. In campo cerchiamo di rendere i tifosi orgogliosi, loro sono fondamentali e sono tra i più caldi d'Europa. A Genova c'è un pubblico che dà 6-7 punti, anche qui c'è un pubblico che porta punti. C'è disponibilità ad aprire il Filadelfia per gli allenamenti, in questo momento si ragiona solo sull'importanza del club".

La scelta del portiere

"Valutando le partite di Paleari, non ha responsabilità sui tanti gol subiti: parlerò con i ragazzi e li vedrò in settimane, ma probabilmente continueremo con Paleari. Ha più esperienza, in questo momento è fondamentale".