Andrea Pinamonti, attaccante del Sassuolo, ha parlato nel corso di un'intervista concessa al Corriere dello Sport.

Intervista a Pinamonti

  
9 gol e 4 assist della stagione scorsa? 
«Si riparte sempre da com’è finita l’annata precedente, con l’obiettivo di migliorarsi. Questa è una nuova stagione, con nuovi obiettivi e cose da realizzare». 
 
Cosa vorrebbe rivedere della stagione scorsa e cosa no? 
«Vorrei rivedere quello che mi sono sempre riconosciuto, cioè il lavoro che faccio per la squadra, come sanno i compagni e il mister. Da fuori si vedono solo le statistiche, gol e assist. C’è anche un lavoro sporco e utile che fa la differenza». 
 
L'arrivo di Aquilani cosa le suscita? 
«Un grande interesse. Fin dall'inizio sta imponendo il suo gioco, che è prevalentemente di possesso. Quando hai la palla fai meno fatica e la fanno gli altri. Ci troviamo bene, anche a livello di comunicazione. Ci si può confrontare su tutto. Il mister l’ho seguito durante la passata stagione al Catanzaro in B, specie i playoff. Ho visto tanto palleggio, non è scontato portare questo concetto in un’altra squadra, si vede questa sua volontà». 
  
 Che posto occupa Grosso tra gli allenatori che ha avuto? 
«Un posto importante, come del resto tutti. Ogni tecnico è diverso e trasmette qualcosa, tra concetti e modi di lavorare differenti. Abbiamo vissuto un anno molto bello insieme». 
 
Voci di mercato?
«Non le seguo, non mi fanno né caldo né freddo. Comunque mi fanno piacere. Quando ho lasciato l’Inter giravano tante ipotesi e non l’Empoli dove poi sono andato». 
 
Si è detto più volte che lei vorrebbe giocare in una big: è così? 
«È vero, penso che tutti vorrebbero arrivare a una big. Nessuno si accontenta, sennò non sarebbe lo sport. È naturale volere qualcosa in più. Ciò non vuol dire che non sono soddisfatto, sono contento della mia carriera e c’è l’ambizione di arrivare a fare dei gradini in più». 
 
Ha il contratto in scadenza giugno 2027: la condiziona? 
«No, quando sono in campo per gli allenamenti e le partite penso solamente a fare il meglio che posso. Le cose esterne non pesano, ci sono determinate sedi per parlare di altro». 
 
Prenderebbe in considerazione un trasferimento all'estero? 
«C’è l’idea di fare, prima o poi, un’esperienza fuori nel momento giusto. Non saprei dire se questo è il momento. La mia vita è cambiata anche fuori dal calcio, con un bambino piccolo e la famiglia. La scelta non è più solo la mia, verrebbe fatta in famiglia». 

Nazionale?
«Evidentemente bisogna fare di più se non mi hanno chiamato. Farò di tutto sul campo per meritare l’azzurro. Devo dare il massimo e stare a posto con la coscienza, poi le scelte competono ad altri».