Tiago Gabriel, difensore del Lecce, ha parlato nel corso di un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport del momento dei salentini.
Intervista a Thiago Gabriel
Ultimi due anni, ascesa veloce? "Due anni fa ho debuttato da professionista nell’Estrela Amadora e poco prima giocavo in quinta serie. Poi è arrivata la chiamata del Lecce, mi hanno voluto Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera e ho detto subito sì: non conoscevo la città, ma sapevo che la squadra giocava in Serie A e che per me sarebbe stata una grande opportunità. Poi ho guardato le foto della città dove sarei andato e mi sono ancora di più convinto della scelta…".
Francia e Portogallo? "Sì, mio padre è francese e mia madre portoghese. Loro si sono divisi e io e mia sorella, quando ancora eravamo piccoli, abbiamo seguito la mamma. Da quando avevo quattro anni e mezzo avevo in testa il calcio. Sono cresciuto con Cristiano Ronaldo come modello, volevo essere come lui, lo imitavo in ogni suo movimento. Tanto è vero che ho cominciato come esterno offensivo. Poi mi hanno arretrato a terzino destro e in seguito, siccome sono molto alto (196 cm, ndr), sono finito a fare il centrale di difesa".
Chi sono i suoi giocatori preferiti? "CR7 come ho detto è sempre stato un idolo: mi piace la sua mentalità, la voglia di migliorarsi sempre. Come difensore adoro Virgil van Dijk, per classe e leadership: per me è il miglior difensore di questo millennio".
Mercato estivo? "Io non penso mai al futuro, i calciatori ormai ragionano giorno per giorno e io essendo al Lecce ero concentrato solo sul Lecce. I trasferimenti non dipendono solo dai giocatori, ma da tanti altri fattori. Noi abbiamo l’obbligo di dare il meglio nella squadra dove siamo".
Conosce Amorim, portoghese come lei? "Sì, ma non ho mai parlato con lui di mercato".
Come è Di Francesco come allenatore? "Mi trovo benissimo: mi ha dato fiducia fin dal primo giorno. Parla molto con i suoi giocatori, dà consigli, spiega dove si deve migliorare: per un giovane è fondamentale".
Crescere? "In tante cose visto che ho ancora poca esperienza: su tutto direi la concentrazione".
Perché indossa il 44? "Non c’è un motivo preciso. L’avevo scelta quando ero un bambino e giocavo attaccante e da allora l’ho sempre usata".