L'Inter scende in campo domani alle ore 18.30 per la prima partita della Serie A 2026/27. I nerazzurri, col tricolore sul petto, affrontano il Monza neopromosso alla ricerca dei primi tre punti della stagione.

Di seguito le parole di Cristian Chivu in conferenza stampa

Le parole di Chivu

Su come sta la squadra:
"Si riparte da zero, consapevoli del fatto che siamo empre la squadra da battere, nessuno ci regalerà nulla e cercheremo di essere competitivi"

Sulle idee di gioco:
"Voi parlate di sorprese, io parlo di standard. Siccome questa squadra ha dimostrato di saper stare ad un certo livello, per me dobbiamo mantenere questo standard e aggiungere anche qualcosa in più. Credo che si può ancora fare un gran lavoro"

Sulla soddisfazione:
"Noi abbiamo come obiettivo e come dovere di migliorare, noi non stiamo guardando chi siamo oggi ma quello che vogliamo nel futuro. Siccome abbiamo una rosa di qualità che vuole essere competitiva anche nel futuro, si parte da una buona base di partenza"

Su Lautaro:
"Il mercato è sempre così, escono sempre notizie. Ci fa piacere che si parli dei nostri giocatori, questo vuol dire che sono riconosciuti come grandi giocatori. Lui è il nostro capitano, ha raggiunto un'altra finale de Mondiale e noi ce lo teniamo stretto percheé rappresenta ciò che siamo stati e ciò che siamo. Domani vedremo come starà..."

Su chi temono:
"Noi non temiamo nessuno, si parla spesso di ambizioni, tutte le squadre partono da zero ma durante il campionato ogni giornata determina quello che è il livello. Quello che interessa a me siamo noi, non ci dobbiamo mai accontentargci. Abbiamo margini di miglioramento, dobbiamo trovare stimoli nuovi per crescere".

Se è cambiato l'approccio rispetto all'anno scorso:
"Io sono lo stesso, tra mille dubbi e mille incertezze, della tanta responsabilità che mi è stata data. Io mi sento sempre quello responsabile di aver preso in rpestito una squadra e la preparo al meglio per quello che sarà. Io so dal punto di vista umano quello che sono, so di dover migliorare dal punto di vista professionale. Io non sono perfetto e non lo vorrei mai. Vorrei semrpre avere mille dubbi, tanta premura per la squadra e per la responsabilità che la società mi ha dato e per i suoi tifosi".

Se ha sentito Stones prima che arrivasse a Milano:
"Devo parlare di cose che faccio in privato? Non mi va. Credo che quando ti piace un giocatore qualche chiacchierata con un giocatore la si deve anche fare. Io non lo confermo, anzi nego tutto. Mi fa piacere che Jones sia qui con noi, mi fa piacere che abbiamo la possibilità di mettere dentro un giocatore con determinate caratteristiche che a noi servono. Loro si rendono conto dell'importanza di questa squadra e del suo valore che ha raggiunto negli anni. Aggiunti a quelli che abbiamo alzeremo l'asticella e la rosa".

Sul paragone tra Spence e Dumfries:
"Non faccio paragoni perchè non è giusto. Quello che conta è che abbiamo preso chi interessava a noi per caratteristiche che si sposano con quello che vogliamo fare nel futuro. Noi come anche lui ha margini di miglioramento"

Se è cambiato qualcosa nel gruppo:
"C'è una grossa differenza tra ciò che si dice e quelli che siamo noi. Siamo gli stessi, i valori non sono cambiati. Abbiamo aggiunto alcuni tasselli, a cambiare è come si reagisce alle difficoltà. Dal punto di vista morale siamo un passo avanti, ma non avrei messo in dubbio il gruppo nemmeno un anno fa"

Su Diouf e Pavard:
"Andy ha margini di miglioramento. Il punto di partenza è importante, sicuramente mi interessa l'energia e l'intensità in quel ruolo in entrambe le fasi. Anche Pavard sta facendo un grande lavoro, ha giocato gare di un certo livello"

Sulle nuove regole:
"Per me tutto quello che è innovativo va bene fino a prova contraria. Bisogna essere aperti, lo si fa per dare più ritmo a gare altrimenti noiose. Ma so anche che piace fare polemiche... Faccio un bocca in lupo a tutti gli arbitri per quest'anno"

Su Stankovic:
"Conoscete la mia opinione: per me fa parte del gruppo e se la gioca con tutti per minutaggi importanti durante la stagione. Ma non posso confermare né smentire quelle che sono le voci che vengono da fuori"

Su Martinez e Provedel:
"Voi parlare di titolari e gerarchie, io di standard. Se non avessimo internazionalità nei nostri portieri, dobbiamo fare il massimo per renderli internazionali"