Giornata di vigilia per De Rossi, che domani affronterà l'Udinese nel prossimo turno di Serie A. Queste le parole del tecnico genoano.
Genoa, le parole di De Rossi
L'UDINESE - "Il campionato non finisce domani ma c’è la sosta. E la sosta è una sorta di piccola vacanza che si prende per decomprimere. Non si può andare alla sosta senza un risultato positivo perché non siamo ancora salvi. Il 'Ferraris' è un fattore di cui ho sempre parlato più per conoscenza esterna. Deve essere così anche domani ma non esiste stadio che faccia gol. Se noi facciamo una partita dal punto di vista dell’impegno improntate lo stadio ci verrà dietro e ci farà sembrare tutto più facile. Giocare in casa con l’atmosfera delle ultime partite sarebbe un ottimo vantaggio per noi".
NORTON-CUFFY - "Sta bene. Sabelli contro la Roma ha fatto troppo bene per tenerlo fuori. Lui, come gli altri, è 'vittima' delle scelte che faccio in base a ciò che vedo. Ma è un giocatore dal futuro brillante e luminoso".
MOMENTO - "E’ bello tornare in campo quando hai vinto l’ultima partita e quando l’ultima immagine del tuo stadio è una festa. E' sempre un piacere. Poi le storie e gli almanacchi si scrivono in ogni partita. Al di là di tutto quello che stiamo dicendo, quello che deve rimanere chiaro è che non siamo ancora salvi. Mancano ancora tantissimi punti. Siamo in un’ottima posizione, i punti che servono non saranno 50 ma molti di meno. Abbiamo incanalato la strada verso la salvezza ma non lo siamo ancora e i ragazzi lo sanno. Questa settimana sono stato come uno degli allenatori anziani degli anni '90. Quando le cose vanno bene divento un po’ molesto ma non posso immaginare una squadra che entra in campo e faccia una partita meno intensa di come abbiamo fatto con Torino e Roma. Voglio alchimia fra i miei giocatori e trasformare lo stadio in una bolgia vera".
BALDANZI E ONANA - "Stanno bene tutti e due. Tommaso si sta allenando con noi con regolarità con ottimi risultati. A Verona lo volevo nel gruppo ma sapevo che non poteva giocare perché aveva pochi allenamenti. Può giocare dall’inizio, non può fare tutta la partita ma sta bene. Onana ha avuto una storta sotto i miei occhi una settimana fa, ieri si sentiva abbastanza bene. Vediamo oggi e se starà bene lo porteremo in panchina".
RIVOLUZIONE - "Ci sono state una serie di concause che hanno fatto andare le cose bene. Non c’è un allenatore che senza l’aiuto di società e giocatori possa far bene. Le società hanno bisogno di un allenatore e di un gruppo di giocatori che facciano le cose fatte bene mentre loro controllano e gestiscono il club. Il Genoa con Vieira, l’ho sempre detto, stava ottenendo meno punti di quelli che meritava sul campo. Il calcio è questo. La differenza sta come gestisci i momenti negativi. C’è stato un momento dove abbiamo fatto due punti in cinque partite. Sucu e Blazquez sono sempre stati vicino a me, non ho mai sentito una punta di abbandono. E visto che in passato mi è successo di sentire meno fiducia ai primi risultati non positivi non posso che sottolinearlo".
NUOVA MENTALITA' - "Di questo sono contento. Nasciamo allenatori con delle idee, con delle fantasie e a volte con delle utopie. Con idoli e allenatori da emulare ma nel percorso devi renderti conto di cosa ti serve e vai un po’ a smussare le tue ferme convinzioni. Ti rendi conto che questa squadra aveva bisogno di qualcosa di più verticale, mi sembra di essere migliorato in questo percorso grazie ai giocatori che hanno sempre dato tutto. Io per prima cosa ai ragazzi voglio trasferire un’anima, poi il resto lo mettiamo. Non serve avere solo un’anima per giocare a calcio, un allenatore deve essere bravo a tirare fuori il massimo ma se non si parte dall’anima che nel momento difficile non ti voltano le spalle non esiste".