Reduce dal ko interno con la Fiorentina il Como si appresta ad affrontare il Milan nel recupero della 24esima giornata di campionato.
Il tecnico lariano Cesc Fabregas ha presentato il match nella consueta conferenza stampa della vigilia.
Milan-Como, la conferenza stampa prepartita di Fabregas
"Giocare bene non vuol dire sempre vincere, altrimenti il calcio verrebbe spiegato in una maniera diversa. Dobbiamo fare le cose giuste, cercare di fare le cose bene. Noi siamo una squadra e una società molto giovane, poi il percorso è quello. Non siamo pronti per andare a vincere lo Scudetto. So che abbiamo fatto bene, la classifica, la classifica... però per come conosco il calcio, dove io ad esempio dovevo sempre vincere con la migliore squadra e il miglior allenatore è così. Per noi il percorso non è sempre lineare, ma ti fa crescere. Ti fa vedere le cose da un'altra prospettiva. La strada è lunga e bella. Succeda quel che succeda. Quando si perde o quando si vince il mio messaggio è sempre lo stesso".
Fabregas su Morata
"Dipende da cosa vuol dire duro. Parlare dopo una partita e dire una cosa che penso sia naturale, che si vede. La provocazione è nel calcio, chi non può gestire quello... è difficile. Tutti sanno che ci sono questi giocatori che cercano di provocarti, di farti sbagliare. Non ho parlato con lui, ha chiesto anche scusa, ha parlato sui social".
Le condizioni di Goldaniga e Diao
"Assane e Goldaniga si stanno allenando molto bene con noi. Domani poi tutti a disposizione. Il Milan? Una squadra storica, la partita pericolosa".
Il momento di Nico Paz
"La vita del calciatore top è questa. Siete voi che dite che domani andrà al Real Madrid. Anche l'anno scorso lo dicevate, poi non è andato. Se sei speciale e non stai al miglior momento, devi accettare la critica. Tutto passa. Io sono la persona più autocritica, poi se c'è qualcuno peggio di me in bocca al lupo. Io uso l'autocritica esagerata contro di me per domani andare con tantissima forza a riprendermi ed essere migliore del giorno prima. C'è chi invece che pensa di essere migliore e non ha la colpa di niente. Lui deve avere stabilità, ha mentalità forte e grande qualità. Senza di lui la squadra ha trovato dinamiche, risultato, performance. Lui fisicamente sta bene, prima della Coppa Italia con la Fiorentina ho parlato con lui, volevo anche lasciarlo qui e non portarlo là per farlo riposare. Ma lui si sente forte, si sente bene. Lui è tranquillo, un ragazzo molto a posto, con una famiglia molto seria, è stato educato. Altri sono da gestire in maniera diversa".