Il Como domani scenderà in campo contro il Parma nel 37esimo turno di Serie A. Alla vigilia del match, mister Cesc Fabregas è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni:

Como: le parole di Fabregas in conferenza stampa

"Ovvio che c'è fame, sei davanti a un'opportunità incredibile. Se domani non vinci, non ci saranno più possibilità. La partita della stagione, spero che tutti noi, i tifosi anche siano carichi, mi piacerebbe avere un ambiente bellissimo domani. Vedere anche già quasi tutto pieno nel riscaldamento per godersi la partita. Noi non abbiamo niente da perdere, siamo davanti a una bellissima occasione e opportunità. Spero che i ragazzi giochino liberamente, che si esprimano come hanno fatto tutta la stagione. È la prima volta per tanti ragazzi questa situazione".

STREFEZZA - "Vederlo al Parma, e non lo dico per il club, mi fa dispiacere. Quando è venuto da me a dire che voleva giocare la Champions e un contratto migliore... io gli ho risposto sinceramente, con noi avrebbe giocato tantissimo. Mi spiace che non sia con noi. Ho parlato con lui 3-4 volte in stagione per messaggio. Penso che la scelta sarebbe potuta essere un'altra. Se si è pentito? No, non abbiamo parlato di questo. Un grandissimo giocatore per noi, non lo dimenticherò mai. Grandissimo ragazzo".

INFORTUNATI - "Valle si è fatto male al flessore, stagione finita. Addai non c'è, Nico Paz non ci sarà, si è fatto male al ginocchio, ha preso un colpo. Fosse stata lunedì sera la partita magari ce l'avrebbe fatta. Vediamo se per la prossima ce la fa. Tutti gli altri sono a disposizione".

SODDISFAZIONI - "Per me era molto importante lavorare bene. Anche portare i ragazzi giovani, con fame. Non è solo il vincere, ma valorizzare i giocatori, creare uno stile di gioco e valorizzare una cultura. È molto più complesso, bisogna fare il 'tic' in tanti box. Grazie alla disponibilità di tutti i ragazzi ci siamo riusciti, sono cresciuti tantissimo. Quando si riesce tutti insieme c'è soddisfazione, ma noi vogliamo sempre di più. Questo lavoro ti consuma, quando vinci e quando perdi, non c'è mai una soddisfazione assoluta. Questo lavoro dopo 2-3-4 anni normale che un allenatore si voglia fermare, è molto pesante. Come dividi famiglia e lavoro, alla fine dimentichi la tua famiglia e ci sono tanti allenatori che non vedono i loro figli crescere. Tutto si mette in un sacco e dopo vediamo dove si arriva. I ragazzi mi danno tutto, i tifosi anche... a inizio stagione abbiamo un obiettivo, però poi dobbiamo vedere quanto loro possano rendere fino alla fine stagione. L'importante è arrivare con tantissimo da giocarsi alla fine. Le ultime 3 stagioni l'abbiamo conseguito".

GUINDOS - "Senza di lui non andavamo in Serie A. Ero un po' perso, l'ho chiamato una sera e lui stava giocando a golf a Marbella, gli ho detto di venire a fare quest'avventura al Como con me. Un ragazzo molto preparato, umile, lavora come nessuno. Mi ha aiutato a guidarmi, nei consigli, poi devo esprimerlo io ma lui tanta roba. Mi ha dato una grandissima mano. Sono molto felice di averlo qua. L'avevo conosciuto al Monaco con Roberto Moreno, poi abbiamo continuato a parlare dopo".