Stefano Sabelli, difensore e capitano del Genoa, ha parlato nel corso di un'intervista concessa al Corriere dello Sport.

Intervista a Sabelli

Ultime gare? «Un riconoscimento non tanto a quello che ho fatto in campo in questi anni, ma a tutto il resto. Penso di essermi sempre comportato bene, so che persona sono stato ogni giorno e sono felice di continuare questo percorso meraviglioso». 
 
Rapporti con De Rossi padre e figlio: segno del destino? 
«Quando è arrivato il mister ho scritto al mister (dice proprio così, ndr) per chiedere se venisse anche lui». 
 
Arriva Daniele e lei scrive ad Alberto? 
«Esatto. Per me sono persone speciali. De Rossi lo conoscevo come giocatore perché quando ero nelle giovanili della Roma ci allenavamo con i grandi: lui era informatissimo su tutti i risultati di noi ragazzi. E poi era un allenatore in campo, non avevo dubbi che sarebbe diventato così». 
 
Così come?  
«Per prima cosa bravo. E poi schietto e diretto. Abbiamo un bellissimo rapporto, ci capiamo, sono contento di averlo qui. L’amore che ha per questo lavoro è forte, ha un’aura incredibile. Quando entravo nello spogliatoio della Roma c’erano lui e Totti, oggi i ragazzi del Genoa trovano me e Ekuban, non è proprio la stessa cosa… Ma cerchiamo di trasmettere ai più giovani valori e senso di appartenenza che, ammetto, non sempre vedo nel calcio». 


Salvezza vicina, con De rossi media da Europa?
  «Non mi piace prendere in giro la gente, men che meno i tifosi. Il primo obiettivo deve essere sempre quello di mantenere il Genoa in A senza patemi. Non bisogna mai abbassare la guardia, avete visto cosa è successo alla Fiorentina? Investi e bastano un paio di cose che vanno male e ti ritrovi nella lotta per non retrocedere. Poi, visto che la nostra è una società in crescita, dobbiamo continuare ad avere l’obiettivo di vincere sempre, ogni partita, partendo da una salvezza tranquilla. Di sicuro, una piazza e dei tifosi così, sempre in 30mila, meritano palcoscenici importanti». 
 
Già deciso come festeggerete la salvezza? 
«Qualche idea c’è, vediamo…». 
 
Che momento sta vivendo il calcio italiano? 
«Magari i problemi c’erano anche quando i Mondiali si facevano o si vincevano, ma non mi piace parlare di cose a caso, lo fanno già tanti».