Il Genoa di Daniele De Rossi affronterà il Parma nel match valido per la 21ª giornata di Serie A. Di seguito le parole del tecnico del Genoa.
Le parole di De Rossi
Sugli ultimi risultati:
"Arriviamo bene come nelle altre partite. Ho paura di queste partite a cui ci si arriva troppo bene, meno ansioso. Cerchiamo sempre in questi giorni di tenere alta la concentrazione. Siamo ancora lontanissimi dal nostro obiettivo. Abbiamo fatto un mini-filotto negativo dove abbiamo fatto risultati buoni ma non ci vuole nulla a tornare in un trend negativo contro un avversario che in casa ha fatto buoni risultati. Dobbiamo stare attenti perché è una gara improntate. Non è una finale ma ci arriviamo concentrati".Su Cuesta:
"Inizialmente, quando abbiamo visto che arrivava un allenatore giovane e spagnolo, pensavamo fosse simile a Fabregas. Cerca di trarre il meglio con quello che molto più, diciamo che è più italiano che spagnolo. Secondo me sta facendo buoni risultati, sta tenendo il Parma discretamente lontano dalla zona retrocessione. So quanto sia difficile allenare una squadra per la salvezza a 42 anni, lui lo sta facendo a 29-30 anni. È un ragazzo a posto, il Parma è una squadra con grande qualità individuali. Ha giocatori molto forti, molto interessanti. Con queste individualità Cuesta riesce a fare un calcio molto accorto".Sul match col Cagliari:
"L'ho rivista un paio di volte. Non dico che voglio un Genoa ‘zozzone’, ho parlato solo di una fase di gioco dove, quando difendi, hai bisogno di qualcuno resti attaccato alla nostra realtà. In quel momento la cosa più importatnte è non prendere gol".Su cosa vuole vedere di diverso:
"L’approccio. Ma il risultato non deve cambiare le distanze in campo, non cambia il numero degli avversari. Se ci sono delle zone da attaccare si possono attaccare in qualsiasi momento. Al 90' ci sta mandare qualche palla in tribuna. Al terzo gol col Cagliari ci può stare allentare la tensione ma solo facendo più di due gol. Il gol è come se ci bloccasse, abbiamo fatto quello che dovevamo fare e ora facciamo le barricate. Col Milan non è successo ma grazie alla qualità del Milan. Col Pisa potevamo fare meglio e col Cagliari uguale: ci siamo un po’ bloccati, abbiamo iniziato ad esser più più sporchi".Su Ostigard:
"Secondo me è fondamentale. Ogni squadra in A hanno giocatori forti che ti possono fare gol e la prima difesa è togliere loro il pallone. Il centrale è quello che vede meglio il campo e che nota chi gli avversari lasciano libero. Il rischio che faccio facendo un passaggio filtrante deve essere minore al vantaggio. Lui lo fa nel modo migliore, è un difensore forte. All’inizio era molto attratto dall’uomo, poi ha iniziato a cercare più la palla lasciando l’uomo libero. Ora sta trovando il giusto equilibrio.Sul centrocampista che stanno cercando:
"Non è questione di fare nomi. Penso che, come avete detto voi, abbiamo fatto cose buone da quando siamo arrivati. Quindi vuol dire che questi giocatori hanno massimo rispetto e con loro devo fare il massimo. Se non ci riusciamo è colpa mia. La sento questa responsabilità. Detto ciò, non è il centrocampista. A gennaio si cercano solo due cose: o qualcosa di meglio con un giocatore molto forte o qualcosa di diverso".Sulle dichiarazioni post Cagliari:
"Ne ho parlato con i ragazzi. Dopo la partita abbiamo fatto l’analisi e sono stato molto diretto sul dire loro quanto abbiamo fatto. Col Cagliari siamo stati bravi. Abbiamo poi lavorato forte e iniziano queste settimane dove hai un po’ più di tempo quindi inserisci contenuti tecnici e alzi i ritmi. Ora i ragazzi iniziano a metabolizzare e amministrare bene i nostri carichi. Oggi abbiamo un flash su Parma su quanto sia decisiva, con i ragazzi la carico anche di più perché è importante farsi trovare pronti. I ragazzi però hanno sempre giocato bene".Sul Parma che sa soffrire:
"Servirebbe fare un’analisi un po’ più ampia. Per me buttarsi dietro e difendere in undici non è una soluzione. Il Parma lo ha fatto col Napoli e ha portato a casa un punto. Ma spesso quando fai così è l’episodio che fa la differenza. Schiacciarsi in area non è mai la mia strategia, parlo per me. Devi sapere che ci sono squadre più forti e a volte devi essere pronto a non farti trovare pronto quando vieni chiuso per 10 minuti nella tua area. Non basta rimanere attaccati alla partita ma serve anche essere organizzati. Con l’Atalanta in dieci siamo stati più ordinati rispetto a quanto fatto col Cagliari che eravamo in undici. Di giocatori ‘rustici’ li possiamo trovare ovunque ma non basta".Su Onana e Cornet:
"Onana è tornato, ha avuto un paio di giorni di influenza ma l’ho trovato bene. Fare i tornei internazionali con la propria Nazionale ti lascia qualcosa dentro. Cornet si è allena oggi per la prima volta, ha qualità è un giocatore forte che ha avuto diversi infortuni in questo periodo. Speriamo stia bene. Noi dobbiamo fare delle scelte, non si può rimanere attaccati alla qualità del giocatore perché poi c’è una realtà".Cornet verrà convocato?
"Sì. Stiamo parlando di un giocatore che ha fatto un allenamento. Ovviamente non giocherà. Portare giocatori fa piacere. Lui è pronto, mi immagino possa dare un contributo più di spogliatoio che di minutaggio".Sulle parole di Buffon su Colombo:
"Io su questo andrei un po' cauto. La Nazionale ha giocatori importanti. Lorenzo ce lo teniamo stretto ma penso abbia le potenzialità per fare parte della Nazionale in futuro. Non so gli esperimenti che farà Rino ma se continuerà così il dubbio in testa lo metterà a tanti. La Nazionale non finirà a marzo, non finirà al Mondiale ci sarà spazio di indossare la maglia azzurra".Su Messias:
"Benissimo. Tocca la palla in maniera diversa da tutti e sta tenendo botta. È sempre presente. Mi è piaciuto a Milano vederlo coinvolto nello spogliatoio. Si allena bene, sappiamo che il suo minutaggio per forza di cose è da considerarsi ridotto. Mi piacerebbe vedere in questi mesi da qui alla fine la continuità di presenze in allenamento perché il ragazzo si mostra sempre disponibile e attaccato al gruppo".