L'Inter ha presentato la nuova stagione con una conferenza stampa a cui hanno preso parte Cristina Chivu e beppe Marotta. Il presidente nerazzurro ha parlato del momento del club e del mercato, senza nascondere un certo disappunto per il caso Palestra o per le visite mediche non superate da Khalaili.
Le parole di Marotta
"Per noi è motivo d'orgoglio essere qua da campioni d'Italia e della Coppa Italia. Due successi vinti con la cultura del lavoro e del senso di appartenenza e grazie alle capacità del mister e dei giocatori, oltre a quelle di Ausilio, Zanetti, Baccin, del dottor Volpi e di tutti quelli che lavorano in società. Oggi ci presentiamo ai nastri di partenza azzerati con nuovi obiettivi: siamo l'unica squadra italiana che partecipa a 4 competizioni, considerando anche la Supercoppa. Quest'anno questa sarà in partita secca, Inter-Lazio. Gli obiettivi sono tutti di grande prestigio, dovremo performare meglio in Champions League che è la competizione più importante al mondo. La Champions è una competizione che ci trova a confrontarci con delle corazzate, partecipiamo sapendo di trovare difficoltà ma lo faremo con la nostra forza di sempre. Nello sport la legge di chi più spende vince non esiste, c'è la legge dell'avere un modello. Per quel che riguarda lo Scudetto, siamo campioni in carica. Dal 2020 ad oggi nessuna squadra ha vinto due scudetti consecutivi e per noi è un obiettivo, rivincerlo sarebbe storico. Abbiamo un nemico interno, quello che definisco 'sindrome della vittoria'. Non dobbiamo sentirci appagati, questo vale a 360° in tutta la società. Dobbiamo essere bravi ad avere umiltà e fame, quelle che ci hanno fatto raggiungere gli obiettivi dello scorso anno. Vogliamo vincere in modo sostenibile. Colgo l'occasione per sottolineare come Oaktree sia arrivata in un momento di difficoltà, siamo usciti dal settlement agreement e questo grazie a loro. Hanno accolto le nostre esigenze di ampliare le strutture, coi lavori in corso al centro sportivo. La loro presenza è silente ma vicina, tutte le decisioni sono condivise, abbiamo agito in un modello di riferimento da seguire. Raggiungere gli obiettivi è difficile, ma questo non deve caricare di responsabilità l'allenatore. L'importante è dare tutto, se altri saranno più bravi gli riconosceremo il merito, ma sono sicuro che questa squadra abbia alla base professionisti seri in grado di sostenere le aspettative dell'essere la squadra da battere. Ricopriamo questo ruolo con orgoglio, non ci nascondiamo. Arrivare nei primi 4 è naturale, fisiologico, ma non basta, dobbiamo tenere alta l'asticella. Questi sono i principi basilari che devono contraddistinguere la stagione. Parlando di sostenibilità ci sono regole: i 4 giocatori che provengono dal settore giovanile e con orgoglio noi li abbiamo. Questa è una regola anche per legittimare il ruolo della Nazionale, andremo avanti su questo principio valorizzando il settore giovanile. Sportivamente manca qualcosa di importante e noi cercheremo di raggiungerla".
Su Khalaili:
"Khalaili non ha superato le visite di idoneità, ci ha comunicato questa notizia il Coni. Non posso addentrarmi per questioni di privacy, ma posso dire che in Italia ci sono leggi molte severe. Questa idoneità è nata da un ente terzo, il CONI che è emanazione dello stato, non dipende da noi. Per causa di forza maggiore dobbiamo astenerci, laddove non c'è l'idoneità nessun cittadino può prendere parte ad attività agonistiche ufficiali. Lo comunico con grande rammarico, questa è una notizia che ci crea dispiacere anche perché dovremo pensare ad eventuali alternative".Sulle mosse del club:
"Dumfries ha preferito proseguire la sua carriera al Real, ci siamo trovati davanti ad una decisone sua. Baccin e Ausilio si sono fatti trovare pronti, ora questa situazione ci riporta ai nastri di partenza, ma so che troveremo al più presto una soluzione. Il calciomercato è sempre più difficile, perché ci sono dietro cifre pazzesche. Ci tengo a sottolineare come in noi non ci sia preclusione nel fare investimenti, ma questi devono essere logici. Auspico che si possa trovare velocemente una soluzione, ma all'appello ci sono tanti altri giocatori. Affrontiamo questo avvio sapendo che dobbiamo completare la rosa, ma questo non deve essere frutto dell'ansia ma di un processo razionale per fare scelte migliori".Se Juventus e Milan si sono avvicinate:
"Quest'anno c'è una situazione anacronistica: entrambe non partecipano alla Champions. Questo per dire che noi metteremo sforzi anche in quella competizione con squadre molto forti, dovremo gestire tutto. Per la mia esperienza questo può avvantaggiare Milan e Juventus in Italia, detto questo noi siamo forti e consapevoli del nostro ruolo, con professionisti che sanno gestire tutte le competizioni. Nella griglia di partenza dei pretendenti alla vittoria io considero anche Milan e Juventus".Sulle ambizioni di mercato:
"Sulle 20 squadre che partecipano alla Serie A, ce ne sono 13 di proprietà straniera. Nel nostro caso, dopo Zhang anche Oaktree sta portando stabilità e questo non è poco. L'obiettivo è vincere in modo sostenibile. Per il secondo anno ci avviciniamo ad un risultato di bilancio che dovrebbe essere soddisfacente, considerando anche che abbiamo vinto due trofei. Non c'è spazio per mecenatismo o spese folli, se non puoi spendere serve fantasia. Questo non limita la proprietà che magari può finanziare investimenti. Noi dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. I costi sono legati a due aspetti: alcuni guadagnano troppo e per noi sono furi portata. E poi ci sono gli agenti che hanno un peso sempre più importante sui destini delle società. A volte queste realtà condizionano i trasferimenti, a volte non dando neanche consigli positivi ai loro assistiti. Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal giocatore che è venuto meno ad un impegno verbale assunto il mese precedente. Il suo agente poteva forse avere un ruolo più consistente nel consigliare, ha scelto questa strada e noi ci siamo dovuti arrendere al fatto che il giocatore sia andato in un campionato con cui noi non possiamo essere competitivi".