Ezio Maria Simonelli ha parlato in conferenza stampa al termine dell'assemblea di Lega Serie A tenutasi nella giornata di oggi. Il presidente della Lega Serie A ha risposto alla domande dei giornalisti e fatto il punto della situazione in merito alla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC.
Le parole di Simonelli
"Diciotto club su venti hanno sottoscritto la candidatura di Malagò, che da questo momento ha ottenuto l'accredito della candidatura da parte di una componente federale. Ricordo che non è la Lega a votare in assemblea elettiva FIGC, ma le singole società: ciascuna rappresenterà lo 0,9% e per questo arriviamo al 18%, ma ciascuna è libera di votare come crede. Non c'è vincolo di mandato. Queste società avevano diritto a sottoscrivere un modulo federale per accreditare un candidato: raggiunti 11 accrediti, sarebbe diventato il candidato della nostra componente. Noi possiamo certificare che 18 società hanno accreditato Giovanni Malagò. Lazio e Verona non hanno firmato, non certo per mancanza di fiducia nei confronti di Malagò e ci tenevano a farlo presente: la loro stima nei suoi confronti c'è, ma ne hanno fatto una questione di metodo. Ritenevano che prima si discutesse dei programmi e poi si individuasse la persona giusta. Malagò, essendo una persona di altissimo livello ha trovato la sintonia di 18 società su 20, a prescindere dal programma. Ora la palla è in mano a Malagò, che dovrà fare le sue verifiche e, quando le avrà fatte, formalizzerà la sua candidatura, depositando le 18 schede di accredito e il suo programma elettorale. Gli faccio i miei migliori auguri, lo inviteremo nei prossimi giorni qui in sede per illustrargli quelli che sono i programmi che abbiamo già tracciato, perché abbiamo già tracciato un programma di massima che interessa la Serie A, con una ventina di punti, ma integrabile".
Obiettivi da chiedere a Malagò:
"Ce ne sono tanti, oggi non entrerei nel merito. Lo faremo nel prossimo confronto con Malagò, a breve, probabilmente lunedì 20 aprile".
Sui rapporti col Governo:
"La mia volontà e la nostra priorità è di avere un dialogo collaborativo con il ministro Abodi e gli altri membri dell'esecutivo interessati, a prescindere da quello che sarà il candidato, poi bisognerà vedere anche le altre componenti che faranno".
Sul fatto che Malagò definì i presidenti "delinquenti" nel 2020:
"Evidentemente avrà cambiato idea... Peraltro non ricordo questa dichiarazione, ne prendo atto e non ne dubito, forse si è reso conto che era avventata e fuori luogo".
Sulle caratteristiche di Malagò che hanno convinto:
"Beh, è una persona di grande successo, lo testimoniano anche le olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026".
Se ci sono già stati dialoghi con le altre componenti:
"Io sono rispettoso delle procedure e del mio ruolo, finché non c'era una certezza sul candidato accreditato non mi sono permesso nemmeno di contattare il candidato, cosa che ho fatto stamattina. Leggevo solo notizie di stampa, ma solo stamattina ho avuto la certezza che esistesse questa maggioranza. Oggi ho preso contatti con lui, l'ho invitato per il 20 e non ho però fatto niente nei confronti delle altre componenti, cosa che inizieremo a fare da questo momento in avanti".
Sul fatto di partire per primi:
"Intanto si voleva dare l'immagine di reagire subito al dramma sportivo della delusione della Nazionale. Abbiamo deciso di anticipare l'assemblea proprio per discutere subito, in questo lasso di tempo le squadre si sono organizzate per partire rapidamente e non perdere tempo".
Sulla riduzione a 18 squadre:
"Sarà oggetto di discussione. Oggi non siamo entrati nel merito, la discussione della riduzione del numero di squadre è uno di quelli di massima divisione: se oggi c'è stata una maggioranza così granitica, potrei immaginare che ha formato oggetto di discussione tra le 18 che hanno firmata. Può essere un tema che il candidato della Serie A, specie se riuscirà a vincere, dovrà affrontare".