Passato il weekend con il pareggio contro il Napoli di Antonio Conte, l'obiettivo salvezza è costantemente nel mirino. In casa Parma si guarda con fiducia a quello che sarà il futuro, anche grazie a quello che è stato il lavoro di tanti calciatori che in questa stagione sono riusciti a mettersi in mostra sotto la guida di Mister Cuesta.
Parma, parla Pellegrino
Tra questo c'è senza dubbio Mateo Pellegrino che ha parlato ai microfoni di Olè, soffermandosi anche su quelli che sono i desideri per l'immediato futuro.
"Sono molto felice per il momento che sto vivendo, ma perché lo sto anche godendo. Perché ho lavorato molto per arrivare al posto in cui sono oggi, quindi sono felice, me lo godo e imparo ogni giorno perché voglio continuare a migliorare. E ovviamente sto cercando di aiutare la squadra".
Gli argentini nel Parma
"Sì, è un gruppo bellissimo. So che è il mio primo club in Europa, ma non credo sia così facile trovare un gruppo in cui ti senti così a tuo agio, qualcosa che ti aiuta a sentirti come a casa. Siamo sei argentini, quasi sette, perché uno è metà statunitense e argentino, Cremaschi. Stiamo molto bene, ci ritroviamo fuori dal club a mangiare asado, a bere mate. È un gruppo bellissimo. E quell’unione che abbiamo poi ci aiuta a rendere meglio in campo".
Sull' adattamento in Italia
"Sono arrivato poco più di un anno fa e sono riuscito ad adattarmi abbastanza velocemente, perché appena sono arrivato eravamo in competizione e ho iniziato a giocare, mi è toccato partire titolare e mi sono guadagnato un posto nell’undici. Il club è bellissimo, ha tutto per crescere come giocatore e ci sta andando relativamente bene. Credo che potesse andare meglio in questa stagione, ma sono molto felice e voglio continuare a crescere, imparare e migliorare. Io mi sento molto a mio agio qui".
Sull'avversario più complicato
"Basandomi sulle esperienze che ho avuto giocando contro di loro, direi che quello che ci ha complicato di più è l’Inter. I nerazzurri muovono molto bene la palla, hanno giocatori di un altro livello e per questo ti mettono in difficoltà".
Sugli attaccanti punti di riferimento
"Oggi direi che il nove per eccellenza è Haaland, perché è molto completo, fa gol in tutti i modi e come finalizzatore è fuori dal comune. Poi guardo molto Lautaro Martinez, mi piace come si muove in area. Da piccolo guardavo Ibrahimovic e Ronaldo il Fenomeno".
Il sogno
"Il mio sogno da quando ero bambino è giocare in Nazionale. È l’obiettivo principale della mia carriera, così come giocare un Mondiale. Lotto ogni giorno per raggiungerlo, lavoro ogni giorno e lo vivo con entusiasmo, quindi questo è il sogno. Poi ho molte aspirazioni personali".
Sulla Champions League
"Certo. Uno cerca il meglio per la propria carriera. A me non piace pormi un limite, mi piace continuare a crescere e andare nei migliori club. Giocare la Champions sarebbe qualcosa di bellissimo. Così come quando ero in Argentina dicevo che giocare la Libertadores era qualcosa di meraviglioso e ci sono riuscito, allo stesso modo qui in Europa giocare la Champions sarebbe molto bello e vivere quelle notti di Champions che vedevo da bambino sarebbe davvero fantastico".